ott 302010
 

Venerdì mattina ho litigato con la bellezza di 3 persone in soli 20 minuti circa, si nuovo record personale… nell’ordine:

1- in un bar, entrandoci, tengo aperta una porta a una signora con figlio annesso che doveva uscire: nemmeno un grazie … testa bassa e via

2- esco dal bar, faccio 20 metri e praticamente vengo chiuso sul marciapiedi da un uomo che parcheggia per traverso la sua vettura contro un muro bloccando completamente il passaggio

3- stesso identico marciapiedi ma qualche metro più avanti vedo un simpatico cane di grossa taglia che molla uno stronzo enorme per la felicità della sua giuliva padrona che tutta contenta se ne va, naturalmente senza raccogliere nulla ….

vabbè sono cose che capitano, ma che si siano succedute nell’arco di pochissimi minuti mi ha fatto girare le palle non poco e riflettere parecchio. Il paese è sempre più incivile e la mancanza di rispetto verso il prossimo sta assumendo livelli preoccupanti. Io sono dell’idea che quando il cittadino comincia a sgarrare troppo sia compito di chi governa rimetterlo in riga

questo paese ha bisogno urgente di persone oneste alla guida che diano una gran bella stretta a questo popolume incolto

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ott 262010
 

Pochi giorni il presidente della regione Lazio Polverini scrive ai due presidenti delle Camere una lettera dove manifesta il suo sostegno alla proposta avanzata dal presidente della Comunita’ ebraica di Roma, signor Pacifici di approvare al più presto una legge che introduca il reato di negazionismo.

Ne riporto il testo perchè merita:

”Ritengo l’iniziativa di una apposita legge che definisca il reato e prescriva il divieto di esporre in qualsiasi sede, pur nel rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti, ogni tesi volta a negare, minimizzare o ridimensionare la Shoah del popolo ebraico e lo sterminio sistematico delle altre etnie o categorie di persone coinvolte, attuato dal regime nazista, possa rappresentare un ulteriore valido strumento per contrastare un fenomeno che ancora oggi rischia di minare i valori della democrazia e della pacifica convivenza tra i popoli”.
”La memoria di tale tragedia deve essere costantemente ravvivata in tutta la sua verita’ storica e accompagnarsi ad un rinnovato impegno affinche’ non possano piu’ trovare spazio atteggiamenti di intolleranza e discriminazione quali antisemitismo e il razzismo.”

Belle parole ma poco vere. Scopo principale di questa legge ( e nemmeno tanto velato, vero Fiamma Nirenstein?) è mettere il bavaglio a chi critica pubblicamente Israele, in primis naturalmente siti internet

Diffondere notizie dati e immagini sui massacri israeliani o sull’aparteid sionista diventerà reato. Come del resto sarà reato paragonare il regime israeliano al nazismo, eppure è strano perchè sembra proprio che al nazismo si sia ispirato maggiormente il regime israeliano

Tra il ’48 e il ’60 Israele irradiò di raggi X circa 50mila bambini sefarditi per conto degli Usa che volevano sperimentare gli effetti delle radiazioni atomiche. Il risultato furono circa 600 morti più parecchi casi di alzheimer cancro ed epilessia, ma no problem erano sefarditi. Da anni Israele preleva organi senza nessun permesso da palestinesi uccisi, per aiutare ebrei.

Israele, come la Germania quindi , ha condotto esperimenti su “razze inferiori”

In Israele solo un ebreo o chi ha almeno un genitore ebreo può richiedere la cittadinanza israeliana, agli altri è assolutamente negata

In più, al nazismo che affermava “tutti i tedeschi di razza ariana che vivevano fuori dai confini della Germania dovevano sentirti parte dello stato germanico“, l’amata Fiamma Nirestein risponde: “ogni ebreo nel mondo è un israeliano

A chi giustamente ricorda la politica violenta e guerrafondaia di Hitler io ricordo le oltre 80 risoluzioni Onu mai recepite da Sion, tra cui varie accuse di genocidio-crimini di guerra-crimini contro l’umanità.deportazioni-discriminazioni razziali-etc etc ….

ricordo inoltre le costanti invasioni nel Libano, le minacce di aggressione a Siria e Iran, i tantissimi massacri perpetuati in mezzo secolo, l’operazione Piombo Fuso che portò alla morte di 1400 civili di cui un terzo bambini, l’uso di armi vietate. Ricordo ancora che Sion è l’unico paese al mondo con oltre 200 testate atomiche che non permette a nessun ispettore Onu di verificarle e per finire ricordiamo le aggressioni a navi trasportanti aiuti umanitari dove hanno commesso omicidi a sangue freddo ( i rapporti medici parlano di proiettili alla nuca esplosi da distanza ravvicinata ), esecuzione in piena regola …

in poche parole è uno stato violento criminale guerrafondaio espansionista razziale e razzista

esattamente come la Germania di Hitler

ma allora i veri negazionisti da che parte stanno?

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ott 212010
 

Il 19 ottobre è venuto a mancare l’attore Tom Bosley alias Howard Cunningham in Happy Days

Possiamo dire che è la serie tv più bella in assoluto?

si dai diciamolo ….

chi di noi non ha amato il carisma di Fonzie, l’idiozia di Ralph e Potsie, quel “eeegiàgiàgià” di Al il titolare di Arnold’s o appunto le espressioni di Howard? io si, ho amato quel telefilm e lo amo tutt’ora. Quando lo trasmettono, io lo guardo sempre, punto.

la stessa sensazione la provai nel 2004 quando se ne andò un’altra attrice a me cara, Isabel Sanford ovvero Louise “Weezie” Jefferson nell’omonima serie I Jefferson

( qua li vediamo nell’ultima foto scattata insieme )

ma dico … chi non li amava? io sono cresciuto ridendo con questi personaggi e con le loro battute al vetriolo (un nome a caso .. Florence )  e ancora oggi, soprattutto facendo un paragone con l’attuale pseudocomicità televisiva, li trovo unici e irripetibili

Questo articolo in realtà non è un omaggio o una lode a nessuno

è solo che mi sento un po strano, forse perchè questi sono i telefilm che da ragazzino guardavo sempre assieme ai miei genitori o forse perchè la morte di questi attori mi ricorda che il tempo passa e sono costretto mio malgrado ad accettarlo, chissà …

buh

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ott 202010
 

Un articolo molto bello di Gilad Atzmon, scrittore israeliano ( no giusto per evitare le solite stupide accuse ..)


Sessanta anni dopo la liberazione, Auschwitz è diventato un evento politico internazionale. Non è una coincidenza e credo che dovremmo fermarci un momento e chiederci: Perché ora? Perché Auschwitz?
Noi che viviamo in un’epoca tecnologica, troviamo naturale che la maggior parte dei commentatori giudichino qualsiasi avvenimento analizzandone gli aspetti positivi, cioè la storia che essi contengono, i fatti su cui concentrare l’attenzione, il messaggio che se ne trae. Quando si parla di Auschwitz, si sottolineano solo il numero terrificante delle vittime, Mengele e i suoi esperimenti, la morte clinica di massa, le camere a gas, i treni, il famoso Arbeit Macht Frei sul cancello d’ingresso, la marcia della morte poco prima della liberazione, ecc. E tuttavia, io direi che è per lo meno altrettanto illuminante esporre ciò che il racconto di Auschwitz serve a nascondere. Ogni racconto storico può essere utilizzato come uno schermo fumogeno; e può diventare uno strumento molto efficace per far affermare la cecità collettiva. I racconti di Auschwitz e dell’Olocausto, in questo senso, non sono affatto diversi.
A quanto pare, pur senza impegnarci a rispondere alle molte domande che minano la validità della versione dell’Olocausto che è attualmente accettata dalla maggioranza della gente, noi possiamo senza pericolo chiederci a cosa serva oggi la versione ufficiale dell’Olocausto. Chi ne tragga beneficio. Abbiamo altresì il diritto di chiedere perché la versione ufficiale dell’Olocausto viene oggi diffusa tanto ampiamente da diverse e opposte istituzioni politiche. E’ forse il risultato di una propaganda altamente sofisticata e orchestrata dagli ebrei? Non ne sono più tanto sicuro.
Di primo acchito, la risposta a queste domande è assai semplice, la devastante immagine di Auschwitz e il giudeocidio sono argomenti autosufficienti per condannare il nazionalismo, il razzismo e il totalitarismo.
All’interno dell’accettata versione ufficiale dell’Olocausto, ognuna di queste ideologie viene considerata un nemico dell’umanità. Ma poi, si deve ammettere che non è né il nazionalismo, né il razzismo, né il totalitarismo che uccisero tanti esseri umani innocenti. Le ideologie non uccidono, sono sempre gli uomini che uccidono, indipendentemente dalle ideologie.
Ma la versione ufficiale va un po’ oltre, con l’immagine di Auschwitz nel fondo della nostra mente, i nostri pensatori e politici liberali dell’Occidente ci descrivono entusiasticamente una visione ingenua della nostra realtà sociale, presentandoci una semplicistica divisione binaria. Da una parte c’è la società aperta, dall’altra ci sono i suoi numerosi nemici. Secondo questa visione del mondo, c’è una sola società aperta, ma numerosi sono i suoi nemici; è importante sottolineare che il concetto di società aperta è un concetto vuoto, in pratica significa molto poco, per non dire nulla. A quel che sembra, per diventare membro del esclusivo club della società aperta, si deve semplicemente sostenere le guerre giuste.
L’ex presidente Bush, un uomo che è ben lungi dal possedere grandi doti di eloquenza, è stato inaspettatamente preciso nel presentare proprio questo assioma post-Auschwitz occidentale: State con noi o contro di noi. Stare con noi, cioè stare con la società aperta, vuol dire che credete che siamo stati noi a liberare l’Europa, che siamo stati noi a liberare Auschwitz, che siamo stati noi che abbiamo salvato gli ebrei, e che siamo sempre noi che portiamo la nozione di democrazia negli angoli più remoti di questo pianeta turbolento. Stare con noi significa che accettate il fatto che noi rappresentiamo la voce del mondo libero. Significa anche che voi sapete di essere liberi incondizionatamente. Si tratta fondamentalmente di una nuova forma di tautologia: siete liberi anche se non lo siete. Stare con noi vuol dire che credete che il mondo sta progredendo rapidamente verso una divisione ancora più grande, vale a dire uno scontro di civiltà, in cui voi rappresentate un essere umano illuminato, buono e innocente, appartenente alla civiltà Giudeo-Cristiana, e gli altri sono malvagi fondamentalisti delle tenebre o per lo meno potenziali malvagi. Stare con noi vuol dire che ci si aspetta da te che tu non faccia troppe domande riguardo alla nostra condotta immorale.
Per esempio, non devi chiedere perché il bombardiere Harris & Co[2] ha assassinato 850.000 civili tedeschi, bombardando le città tedesche invece dell’infrastruttura industriale nazista.
Essere un individuo libero in una società aperta significa che tu non devi mai azzardarti a fare domande riguardo Hiroshima. Nel caso tu sia abbastanza stupido da porre queste domande, faresti bene a farti subito furbo e accettare la verità ufficiale: Hiroshima era il modo migliore per porre un termine a quella orribile guerra. Essendo un individuo libero quindi tu non farai domande riguardo alla moralità che si nasconde dietro l’uccisione di 2.000.000 di persone in Vietnam. Stando con noi non hai bisogno di porre tutte quelle stupide e noiose domande, perché devi ricordare che Auschwitz è stato il male supremo. Auschwitz è stato il fondo della malvagità umana e non devi mai dimenticare che siamo stati noi a metterci fine.
Diciamo la verità: Auschwitz è stato senza dubbio un luogo orribile, ma sfortunatamente non è il male ultimo, perché il male non ha né limite né scala. Poi, se si vuole essere storicamente precisi, dobbiamo dire che non è vero che siamo stati i liberatori di Auschwitz. A quanto pare, fu Stalin, l’altro male. Fu Stalin che diede a tanti ebrei, a tanti prigionieri di guerra, prigionieri politici, zingari e a tanti altri detenuti la possibilità di vedere la luce del sole. Ma ancora una volta, dal momento che siete esseri liberi appartenenti alla società aperta non avete veramente bisogno di fare attenzione a simili dettagli secondari della storia. Sembrerebbe che Auschwitz sia un tassello essenziale della nostra auto-immagine di virtuosi occidentali. Quando serve il petrolio iracheno, il presidente americano non deve fare altro che paragonare Saddam a Hitler. Poi veniamo a sapere che il popolo iracheno deve essere liberato dal suo “Auschwitz”. Già sappiamo quali sono state le conseguenze inevitabili.
Dal momento che Auschwitz è così importante per i dirigenti politici americani, non sorprende che non troppo lontano dalla residenza del presidente degli Stati Uniti ci sia un grande museo dell’Olocausto, dedicato alla memoria degli ebrei e dei loro eroici liberatori. Il museo non riguarda le persone e nemmeno i crimini contro l’umanità, riguarda invece la continuazione dell’illusione della società aperta. Riguarda il mantenimento di una interpretazione particolare della storia. Riguarda l’idea che noi abbiamo ragione e gli altri, chiunque siano, hanno categoricamente torto.
Questo museo non è veramente sulla sofferenza ebraica. Suppongo che esso non spiegherà ai suoi visitatori alcuni fatti storici fondamentali. Per esempio, non sarà spiegato alla folla che ci sfilerà dentro che il governo americano adottò una politica di immigrazione fortemente restrittiva, mai modificata nel periodo 1933-1944, per bloccare l’immigrazione ebraica. Eviterà altresì di illustrare il fatto che il governo americano si rifiutò di intavolare o ostacolò profferte tedesche di trasferire ebrei da territori controllati dai nazisti. Più di ogni altra cosa il museo nasconderà il fatto accertato che l’aviazione americana non ricevette mai l’ordine di mandare in frantumi la fabbrica della morte nazista. Non furono mai bombardate le ferrovie che conducevano ad Auschwitz e ancor meno fu bombardato il campo di Auschwitz, né dalla RAF inglese, né dall’aviazione americana. Sembrerebbe che nei centri decisionali americani ci sia stata per tutta la guerra una vera e propria negligenza assassina su questo punto. Per esempio, il 20 agosto 1944, ben 127 fortezze volanti, scortate da 100 aerei da combattimento Mustang bombardarono con successo una fabbrica a meno di 5 miglia da Auschwitz. Nessun aereo fu dirottato per attaccare il campo della morte.
Questi fatti non verranno mai documentati nel museo americano dell’Olocausto. Essi non combaciano con l’auto-immagine di un’America eroica e giusta. La storia di Auschwitz è in realtà una storia di brutale negligenza anglo-americana. La versione accettabile di Auschwitz è fondamentalmente un mito che ha la funzione di sostenere la pratica espansionista degli Stati Uniti. Auschwitz è la colonna morale portante dell’ideologia americana.
Il museo dell’Olocausto è stato costruito per dire agli americani quello che può accadere quando tutto volge al peggio. Per quanto triste possa sembrare, nell’America contemporanea, tutto sta volgendo al peggio, malgrado il museo. La ragione è semplice, quando l’immagine del male si fa fermentare nella propria eredità culturale solo come attribuibile all’altro, allora si può diventare ciechi davanti al fatto che il male sei proprio tu. Come già i loro fratelli israeliani, gli americani hanno dimenticato come guardare a se stessi.
Nel caso dell’America, la versione ufficiale dell’Olocausto serve la filosofia espansionista della destra. Allo scopo di prevenire un’altra Auschwitz, gli americani manderanno i loro eserciti in Vietnam, in Corea, in Iraq. Essi sono sempre i liberatori. Fino alla fine della guerra fredda, c’erano i comunisti da combattere, un male concreto e reale; ma ora il male sta diventando sempre più astratto. In realtà, l’unico modo per dare un volto concreto ad un nemico indefinito è di equipararlo a Hitler. Il caso dell’Europa è leggermente diverso. Per quanto possa sembrare strano, in Europa è la sinistra parlamentare che trae i benefici dallo sfruttamento di Auschwitz.
Fintantoché Auschwitz resterà profondamente radicato nel discorso politico quotidiano, la destra non potrà mai alzare la testa. La sinistra dominante europea dipende oggi totalmente dalla versione ufficiale dell’Olocausto e di Auschwitz.
A quanto pare, Auschwitz è l’ultima barricata della sinistra (parlamentare) contro la rinascita della destra. In Europa, qualsiasi sentimento di aspirazione nazionale, o solo una preoccupazione nazionale che può apparire xenofoba viene immediatamente contrastata come se fosse una rinascita del nazismo. All’interno di questa opprimente visione del mondo, alla gente non è più permesso di esprimere un qualche amore per il proprio paese. Inoltre, dal momento che essa è politicamente dipendente dall’immagine dell’ebreo come vittima innocente, la politica dominante della sinistra europea non potrà mai sostenere pienamente la causa palestinese.
A quanto pare, Auschwitz è diventato un simbolo del legame tra la sinistra parlamentare europea e la destra espansionista americana. Per entrambi Auschwitz è un’icona della minaccia contro l’immagine della società aperta; nella prospettiva di questo legame fatale, qualsiasi genuina politica di sinistra europea è destinata a essere spinta al margine. Qualsiasi forma di politica genuinamente di sinistra è destinata ad essere presentata come una politica sovversiva ed estremista. Nel marzo 1988, Robin Cook, allora ministro degli affari esteri inglese, fece una visita diplomatica in Israele. Mentre si trovava in quel paese, Cook giustamente rifiutò di visitare lo Yad Vashem, sostenendo che era preoccupato del futuro e non del passato. Non molto tempo dopo Cook perse il posto. Il rifiuto di inchinarsi davanti alla versione ufficiale di Auschwitz gli costò il ministero degli esteri. Non furono gli ebrei che lo cacciarono da quel ministero, fu il partito laburista, un partito parlamentare della sinistra europea. E così, Auschwitz è lì per protrarre il mito della società aperta, è lì per presentarci un’illusione di identità occidentale liberata. Finché ci sarà Auschwitz nel cuore della nostra politica quotidiana, noi saremo tutto all’infuori che liberati. C’è vita dopo Auschwitz e questa vita ci appartiene. Faremmo meglio a farne qualcosa di utile. Se c’è qualcosa che non dovremmo mai fare, questo sarebbe di non uccidere nessuno nel nome di Auschwitz.
E’ invece esattamente ciò che stiamo facendo.

fonte Ariannaeditrice

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ott 182010
 

L’altro giorni leggo, riguardo la morte dell’infermiera rumena, commenti allucinanti da parte di persone sul web o ancora peggio dai massmedia
le due parole più ricorrenti nei giorni successivi al fatto sono “inaudita violenza” mah …
allora ricapitoliamo:
il ragazzo ventenne e una signora adulta di 42 anni ( che dovrebbe avere come minimo un minimo di saggezza in più) discutono animatamente per futili motivi, dalle testimonianze di un edicolante e delle telecamere di sicurezza si nota chiaramente come lei continui a provocarlo ed a offenderlo fino ad arrivare allo scambio di sputi. A quel punto il ragazzo esasperato dalle provocazioni ( ripeto provate da testimone e telecamere ) reagisce tirando un pugno chiaramente non caricato per far male alla donna che cade a terra sbattendo la testa, morirà nei giorni successivi
Questa sarebbe l’inaudita violenza? Se io tiro un ceffone a una persona e questa sbatte la zucca a terra è inaudita violenza??
No!

Gesti di inaudita violenza sono quelli in cui gli aggressori continuano a picchiare selvaggiamente un uomo già a terra, come nel caso del povero taxista
violenza inaudita sono quei stupri di gruppo come sono soliti fare soprattutto gli stessi rumeni alle donne solitamente italiane
violenza inaudita sono i gruppi dei centri sociali che aggrediscono con spranghe e catene i ragazzi di Blocco Studentesco
Questi sono fatti di inaudita violenza e non un solo pugno che sfortunatamente diventa mortale

Certo, una donna è morta e il ragazzo deve pagare per quel gesto, su questo mica discuto ma leggere in rete tanti commenti assurdi da parte di ipocrite persone “di sinistra” che trasformano un gesto di un ragazzo esasperato ( e stupido) in un fatto di violenza razzista fa veramente sorridere, e girare i coglioni …

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ott 162010
 

Ricordo ancora benissimo quel giorno, era un sabato pomeriggio e alle 14:00 su Rai2 c’era un programma musicale solitamente insulso ( come qualsiasi programma musicale in tv direte voi, si esattamente ..) di cui ho scordato pure il nome.
Però quel giorno vidi un gruppo che cambiò la mia vita, il suo nome era The Cult e suonarono Rain, si lo so benissimo che non è un pezzo da storia del rock o che verrà diffuso nelle università nel 2156 come manifesto musicale del ventesimo secolo

però cambiò la mia vita

Fino ad allora io ascoltavo Dylan e Denver, country e rock leggero, niente più. Vedere invece quel capellone agitarsi mentre partiva una song semplice semplice con un riff basilare ma molto ad effetto mi aprì un nuovo mondo.
Il martedì successivo corsi a comprare l’album Love e mi innamorai subito.  Revolution, Nirvana e la già citata Rain rimasero nel mio giradischi per giorni e giorni

negli anni successivi ho ascoltato di tutto pur considerandomi sempre un ignorante in materia perchè, questo è poco ma sicuro, nessuno di noi conosce tutta la musica
ho amato il punk che ha lasciato molto della sua cultura dentro me
ho ascoltato per anni solo metal
sono tornato indietro nel tempo scoprendo chi ha creato il  l’hard rock e parlo quindi di gente tipo Led Zep Uriah Heep Black Sabbath Iggy Pop etc etc …. sarebbe troppo lungo un elenco completo degli artisti che ho ascoltato e di cui ho comperato intere discografie.

ma quel riff e quel ritmo fanno parte di me ormai
e ancora oggi dopo 25 anni esatti, ogni volta che riascolto Rain provo ancora la stessa identica sensazione e torno a quel giorno fatidico quando la mia vita cambiò.

forse qualcuno ora si chiederà “beh ma perchè ora questo se ne esce con questa canzone?”

semplicemente perchè in questo momento, e dopo 25 anni, la sto ancora ascoltando

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ott 162010
 

Poco fa ho chiesto a un signore che non conosco se è pronto
a cosa? buh .. forse a fare una figura di merda, dato che aveva chiamato me per sbaglio
però questa telefonata non è stata totalmente inutile, mi ha fatto riflettere su certe abitudini che pensandoci bene sono veramente stupide :-)
che senso ha rispondere al cellulare dicendo pronto?

se per strada vi cade qualcosa e un signore vi chiama, voi girandovi dite pronto?
quando aspettate il vostro turno e finalmente sentite pronunciare il vostro nome, voi dite pronto?

ma se proprio vogliamo continuare a rispondere con quella sciocca parola
perchè cavolo le donne dicono prontO? Non dovrebbero dire prontA?

ma il bello è che se non usi questa parola o se dici “si?” o “eccomi” o “chi parla” come la logica impone passi pure per maleducato
praticamente o sei ignorante o dici fesserie, non hai scelta

siamo proprio strani certe volte ..

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ott 162010
 

Tutti sappiamo cosa è successo ieri sera a Genova : partita Italia – Serbia sospesa ai primi minuti, incidenti prima e dopo, arresti e feriti.
Beh tutti sanno come la penso io riguardo il mondo ultrà, non accetto ne accetterò mai che la politica entri nello sport ne che qualcuno esca di casa per andare ad un evento sportivo e ci ritorni invece dopo un mese d’ospedale perchè aggredito da dei delinquenti.

Ma vorrei un attimo mostrarvi una foto:

questo signore probabilmente lo conoscete tutti, è il capo ultrà serbo di ieri, il suo nome è Ivan Bogdanov e nella foto piccola notiamo il suo sguardo fiero, tranquillo e orgoglioso del casino che ha combinato; non si vede invece un tatuaggio inciso sul braccio che porta una data: 1389 che ricorda la battaglia della Piana dei Merli in cui i serbi vennero sconfitti dagli ottomani perdendo così di fatto il Kosovo.
Il popolo serbo è un popolo guerriero orgoglioso combattivo di grande dignità, l’esatto contrario di quello che siamo diventati noi italioti ed è per questo che hanno organizzato questa trasferta, per dimostrare al mondo che ci sono, che non molleranno mai, che il Kosovo è il cuore della Serbia e tornerà serbo ( e su questo ci potrei scommettere pure io ), che continueranno a combattere fino alla vittoria o alla loro scomparsa.

Bene, io benchè totalmente avverso al mondo Ultras e alla politica nello sport, stavolta dico Onore a Ivan Bogdanov e al grande popolo serbo e un bel vaffanculo alla vostra ipocrisia, quelle sue dita medie alzate sono per voi.

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