dic 062011
 

È lui, Roberto Benigni, la prima dolorosa vittima del dopo Berlusconi. Ieri, durante lo straordinario show di Fiorello, non è stato in grado di far ridere nessuno, ma proprio nessuno. Quando si è capito che la battuta su Berlusconi che si era dimesso, che dunque ‘non c’è più’, non era solo una battuta ma l’asse portante della sua performance, su Twitter sono iniziate a piovere le critiche all’indirizzo del comico toscano.

Che fine faranno Guzzanti, Travaglio, Santoro, Padellaro, forse lo stesso Antonio Di Pietro, tra due mesi? È proprio vero che avevamo di fronte una serie di personaggi in cerca d’autore che avevano trovato nell’antiberlusconismo la loro principale e forse unica ragione di gloria!

Fiorello – eccezionale showman – ha immediatamente capito che era meglio farsi da parte e lasciare la scena, per un quarto d’ora a Benigni. I due Oscar sono svaniti nel nulla di una serie di ovvietà e banalità mal pronunciate e mal arrangiate, da vecchio trombone dell’avanspettacolo.

Non a caso, il mattatore del più grande spettacolo dopo il week end, per salvare Benigni e la sua partecipazione alla trasmissione, ha finito col buttarla in vacca. O, meglio, in cacca.

fonte Caravella

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  2 Responses to “Benigni, senza Berlusconi non fa ridere più nessuno”

  1.  

    Oggi ho scritto al SINDACO di Firenze sulle PRIMARIE di coalizione.
    Caro Matteo Renzi Sindaco di Firenze,
    scriveva CARTESIO: “Io, pur non disprezzando la gloria come fanno i Cinici, non tengo però in nessun conto di quella che soltanto con falsi titoli si può acquistare” (CARTESIO, Discorso sul metodo, Parte seconda – Con Introduzione di Eugenio Garin – Laterza, Bari, 1975, p.8). Se lei la pensasse così e si percepisse che in tale modo la pensa, ebbene per me sarebbe da porsi al vertice del PD, ed anzi, arriverebbe a porsi in cima a tale piramide, ovviamente nell’interesse degli Italiani. Ma potrà la CULTURA in Italia, ivi compresa quella distribuita dalla nostra Pubblica Amministrazione, dalle varie Fondazioni, e dalle nostre Università Statali, andar d’accordo con questo epitaffio cartesiano? Io ho i miei dubbi da quando il Professor CESARE VASOLI, dopo aver ripetutamente parlato, con estrema convinzione, delle mie scoperte dantesche all’Accademia Nazionale dei Lincei, ebbe poi a dirmi: “Ceri, io ne ho parlato all’Accademia ma, così facendo, si è fatto ancor più nemici di prima!”. Il Vasoli credo sia ancora vivo e lei potrà controllare di persona se quello che lo ho detto è vero.
    Caro Renzi,
    Lei è sindaco di Firenze e Dante era fiorentino. Si creerà dei nemici ma, politicamente in senso platonico, ed eticamente in senso cartesiano, se vuole avere successo deve mettere nella sua lista per la spesa anche di spendere qualcosa per le mie scoperte che, fra le altre cose, sono in grado anche di integrare l’idea che noi abbiamo di CALENDARIO STILE FIORENTINO. Ne esistono infatti due, come lascia chiaramente intendere anche Giovanni Boccaccio. Uno semplicemente “stile fiorentino”, e l’altro “stile antico fiorentino” che viene ignorato (GIOVANNI BOCCACCIO, Esposizioni sopra la Comedia di Dante, a cura di Giorgio Padoan, Milano, Mondadori, 1965, p. 150 in relazione al c. XXI, vv. 112- 114, dell’Inferno). Benigni è un genio! Ma non affatto un eroe. Vedrà che quando ad Agosto prossimo venturo, a Firenze, Roberto Benigni esporrà questo canto XXI dell’Inferno, mi auguro che anche lei sia presente!, ignorerà quello che dice il Boccaccio: e penserei al fine di risparmiarsi dei nemici. La buona politica non funziona però in maniera tale: ha più bisogno di eroi che di geni. Ci vuole coraggio. Sono a Sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Enumero adesso le mie scoperte in grado di far tremare tutte le università del mondo. Non sono affatto matto! Ed ho già avuto dalla mia anche il Professor Giorgio Barberi Squarotti di Torino e il Professor Enzo Esposito de “La Sapienza” di Roma.
    SU DANTE e DINTORNI in omaggio a quella CULTURA che vuole essere autentica.
    Cfr. DVD TV CANALE 10 Google su YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.

    DATE DA ME SCOPERTE.

    1 – sabato 25/03/1301, giorno di inizio a Firenze del XIV secolo e inizio del viaggio della Commedia. Perché a Firenze il 25 marzo 1301 del nostro computo storico si apriva il XIV secolo e non l’anno prima? Per accertarlo basta prendere per buona l’informazione fornita in chiusura della QUAESTIO DE ACQUA ET DE TERRA secondo la quale Cristo, da un punto di vista culturale e calendariale, sarebbe nato di domenica come, sempre di domenica, è poi anche risorto. In tal caso il Suo giorno di Nascita simbolico e calendariale corrisponderebbe alla domenica 25 dicembre del 1° anno dopo Cristo del nostro computo storico; quello della Sua Incarnazione al venerdì 25 marzo del 1° dopo Cristo; il giorno di inizio dell’anno e quello della nostra èra volgare, o cristiana, in base al Calendario giuliano stile comune, cioè al Calendario giuliano vero e proprio che partiva dall’insediamento dei consoli romani, corrisponderebbe in questo caso al sabato 1° gennaio del 1° anno dopo Cristo. In questo caso calendariale Cristo, il lunedì 26 dicembre del 1° dopo Cristo, avrebbe avuto solo un giorno di età e non un anno ed un giorno come risulta dal nostro computo storico. Io credo che sia venuto il momento in cui anche il Manuale di ADRIANO CAPPELLI, “Cronologia, Cronografia e Calendario perpetuo”, arrivi ad indicare questo Calendario stile antico fiorentino adottato da Dante e di cui riferiscono, sia Giovanni Boccaccio come ho già detto, sia Andrea Lancia (1290 [?] – 1360 [?]), detto l’ OTTIMO, notaio al servizio del Comune di Firenze. La presa d’atto di questa verità calendariale, poiché qui non c’è nulla da accertare ma solo da prendere atto, porrebbe fine a tante questioni filologiche e di datazioni storiche di Filologia dantesca in cui esiste una differenza di un solo intero anno. Anzi bisognerebbe prendere per norma, che nei secoli fino alla metà del XIV secolo, quando i dati non tornano e la differenza è di un solo anno, non si tratta di un errore, come fino ad oggi si è ingenuamente pensato, poiché siamo di fronte ad un computo calendariale caduto da secoli nell’ombra. Ammessa questa verità si potrà calcolare e capire perché il XIV secolo a Firenze iniziava nel nostro 1301 e più precisamente il sabato 25 marzo 1301: perché per loro corrispondeva al sabato 25 marzo 1300. Ed è in questo giorno liturgico, dopo calato il Sole sul venerdì 24 marzo 1301 del nostro computo storico, che può solennemente e liturgicamente iniziare il viaggio della Commedia: primo giorno dell’anno a Firenze ma anche, qui, primo giorno del nuovo secolo, il XIV.

    2 – venerdì santo 31/03/1301 fine del viaggio della Commedia;

    3 – martedì 2/6/1265, giorno di nascita di Dante personaggio (Par., XXII, 110 – 117);
    4 – venerdì 2/10/1265, giorno nascita di Beatrice personaggio (Vita Nuova, II, 1-2);
    5 – venerdì 2/02/1274, Beatrice appare a Dante per la prima (Vita Nuova, II, 1-2);
    6 – venerdì 26/12/1264, giorno di concepimento di Beatrice (Vita Nuova, XXIX, 2);
    7 – venerdì 9/06/1290, giorno liturgico di morte di Beatrice (Vita Nuova, XXIX, 1);
    8 – martedì 2/02/1283, Dante fu salutato per la prima volta da Beatrice (Vita Nuova, III, 1-2);
    9 -martedì 14/09/1322 (1321, e va bene, però stile antico fiorentino!), giorno per me esclusivamente simbolico-liturgico, di morte di Dante personaggio, e quindi non reale (GIOVANNI BOCCACCIO, Vite di Dante, Prima redazione, 86; oscar Mondadori, Milano, 2002, p. 24 e nota n. 379 a p. 134);
    10 – sabato-domenica 15-16/08/1293, giorno in cui Dante vide, e fu visto, appunto e come ho già riferito, dalla “gentile donna giovane e bella molto” (Vita Nuova, XXXV, 2) corrispondente alla scienza della “MORALE FILOSOFIA” e anche della “FILOSOFIA DI PITTAGORA” (Convivio, II, XV, 12), la quale è “figlia de lo Imperadore de lo universo”, Gesù Cristo (Convivio, II, XV, 12; II, II, 1).

    Tutte le feste liturgiche celebrate in questi giorni sono inoltre in relazione, tanto alla Commedia, che alla Vita Nuova, che al Convivio, come, appunto, la data del 15-16 agosto 1293. Da notare che i giorni che riguardano Beatrice cadono tutti di VENERDÌ e quelli di Dante di MARTEDÌ per l’analogia simbolica fra Venere (Lei- BEATRICE) e Marte (Lui – DANTE): un’analogia che ricorda il quadro di Sandro Botticelli “Venere e Marte”. Ma ci vogliamo dare una mossa… Intuitivamente, lo capirà anche Lei, la verità è chiarissima. C’è solo da prendere in considerazione come io sono arrivato scientificamente, oggettivamente, a raggiungerla. E’ scomoda? Ma tutto ciò che riguarda il nostro futuro, con le sue novità, è scomodo, però è quello che noi saremo. Puerile, sciocco chiudere gli occhi. Meraviglioso aprirli se si ambisce ad un nuovo modo di fare politica, specialmente per Firenze, 14 giugno 2012
    Con un saluto.
    GIOVANGUALBERTO CERI

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  2.  

    Mi sfugge il nesso….

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