gen 312012
 

L’encomiabile opera di Yakov M. Rabkin, professore di storia ebraica all’Università di Montreal, A Threat from WithinAHistory of Jewish Opposition to Zionism, che ho in edizione francese (Au nom de la TorahUne histoire de l’oppositionjuive au sionisme. Éditions Tarik, Casablanca, 2004), ma di cui è disponibile anche una traduzione italiana (Una minaccia internaStoria dell’opposizione ebraica al sionismo. Ombre Corte, 2005), espone nel sesto capitolo le posizioni del giudaismo ortodosso e del sionismo sulla Shoah. Si tratta di interpretazioni di un evento – la persecuzione nazista degli Ebrei – cui, in senso lato, ossia prescindendo dalle sue modalità e dalla sua entità, non c’è nulla da eccepire, e che valgono a maggior ragione per tutti coloro per i quali esso si configura come Shoah.

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gen 292012
 

C’è vita dopo Auschwitz. Nel 1945-46 i giudici di Norimberga non disponevano di statistiche serie sul numero degli ebrei sopravvissuti, e neanche avevano potuto consultare le tonnellate di carte d’archivio cadute nelle mani degli anglo-americani. Al processo si lanciò la cifra di 10 milioni, poi di 6 milioni, e su quest’ultima si basarono infine l’accusa e la sentenza. Poi, per legittimare scintificamente Norimberga, gli “esperti della memoria” si sono sempre accordati su 6 milioni come “media aritmetica” fra le loro diverse stime, senza necessariamente che fra loro vi sia stato accordo sui rispettivi effettivi di ciascun campo e sul numero di ebrei in ciascun paese prima e dopo la guerra. Bisogna trovare 6 milioni. E quando gli storici sono condotti dalle loro ricerche adubitare della versione generalmente ammessa preferiscono, per simpatia verso i deportati o per paura delle reazioni, non pubblicare il risultato delle loro ricerche.

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gen 292012
 

Abbiamo un sottosegretario al Welfare genialoide che si esprime come l’ultimo dei paninari. E non basta la testa leonina e spaziosa alla Gramsci per farci mutar giudizio. Il linguaggio sottoculturale del viceministro lo conferma. Anche se l’estetica confonde, evocando uomini e tempi meno truci dei nostri, il suo cervello fonde liquefacendo la credibilità di tali dottorini.  Martone è un mattone ma per certi versi ha ragione, siamo tutti sfigati, non tanto perché studenti fuori corso ma poiché popolo in corso di buggeramento da parte di una squadra di tecnisticoli senza attributi che s’impancano per una superiorità dottorale ostentata ma non dimostrata. A questi professori passati dalla cattedra in cattedra sembra che tutto sia concesso, per il bene dell’Italia ma, soprattutto, per quello di chi li sostiene, dalle banche alle potenze straniere.

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gen 282012
 

Il ministro della difesa Giampaolo Di Paola, ex Presidente del Comitato militare della Nato e pupillo dalla Casa Bianca, comincia a svolgere diligentemente i suoi compiti. La settimana scorsa questo scolaretto ha informato le commissioni parlamentari di Esteri e Difesa della necessità di impiegare “tutti gli assetti presenti nel teatro operativo afgano senza limitazioni”.

In poche parole, i quattro cacciabombardieri italiani Amx Acol schierati ad Herat che fin’ora si limitavano a operazioni di ricognizioni fotografiche o a saltuari interventi con i cannoncini di bordo, potranno finalmente e liberamente bombardare gli obiettivi afghani.

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gen 282012
 

Ogni qual volta una nazione europea torna alle sue origini, storia, cultura e tradizioni, si ritrova immediatamente addomesticata da forze “democratiche” esterne, che soffocano le aspirazioni nazionali nel mondo affinché la gente si conformi alle predilezioni della finanza globale. Gli eventi ungheresi d’inizio 2012 forniscono un vivido esempio di questo schema. Il paese, diventato membro delle Nazioni Unite nel 1955, del GATT (precursore dell’odierna WTO) nel 1973, del FMI e della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo nel 1982, del Consiglio d’Europa nel 1991 e della NATO nel 2004, sembra far parte della comunità delle democrazie occidentali, incentrata attorno al FMI e all’EU, sotto tutti i punti di vista; ma al momento viene trattato dall’Occidente come un bimbo cattivo. Un recente articolo del Financial Times spiega con estrema chiarezza le cause di questo scontro: il Primo Ministro ungherese offrirebbe un promemoria – qualora qualcuno su questo continente ne avesse bisogno – della linea, familiare, che dal caos economico porta all’autoritarismo politico. L’Unione Europea ha portato avanti due grandi progetti dopo la caduta del muro di Berlino: la moneta unica e l’avanzata della democrazia verso est. L’euro è ora in serio pericolo. Orban manda un messaggio forte in merito ai pericoli per la democrazia.

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gen 262012
 

Un Italia incapace di rialzare la testa fa comodo alla speculazione internazionale. Mantenere elevati i tassi di interesse, abbassando la credibilità finanziaria di un paese, per qualcuno significa sacrifici, per tanti altri vuole dire guadagni. Il paziente deve essere mantenuto in una costante, stabile agonia: se guarisce, il gioco finisce. Se muore, pure.

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gen 262012
 

Senza una politica seria, senza un governo che pensi davvero al Paese, in un momento drammatico, siamo lasciati completamente soli.

Molti applaudono al governo Monti se non altro perché titilla quella che è una loro vecchia passione: la fine della politica. Dopo 15 anni in cui “politica” ha significato solo raccomandati, mafiosi, intrallazzi ed escort, si tratta di un punto di vista comprensibile. La parola stessa è diventata sinonimo di pratiche talmente disgustose da non volerne più sentire parlare.

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gen 252012
 

In questi giorni di fermento gli americani oltre a rinunciare alla mega operazione congiunta con Israele (Austere Challenge 12) lasciando i 9.000 soldati in Israele hanno preferito dirottare alcune migliaia di soldati (12.000) presso uno dei terminal petroliferi più importanti della Libia: Brega.

Il motivo della presenza massiccia di militari Usa, secondo le notizie riportate, sembra sia dovuto per portare la stabilità nella regione e al controllo delle operazioni petrolifere e dei campi petroliferi della zona, i più importanti della Libia. Ma mi chiedo, non si era instaurato un governo di ribelli riconosciuto da tutti i governi lecchini della Nato? Non era successo che quel massone comunista infame di Napolitano aveva accolto a Roma un criminale che aveva massacrato Gheddafi? E con quale faccia l’aveva accolto? Quella stessa che aveva quando stringeva le mani a Gheddafi?
Ma voi, se foste uno della CNT, vi fidereste di un italiano infame-guerrafondaio-voltagabbana e che in futuro vi pugnalerà alle spalle?

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