Se nel prossimo futuro il mondo sarà travolto da una guerra devastante, innescata dall’attuale “questione iraniana”, la colpa sarà stata anche dell’Italia. Dell’Italia, e di tutti coloro che non avranno fatto nulla per cercare di evitarla.
Tutte le importanti guerre infatti non iniziano mai da un giorno all’altro, ma seguono una classica “escalation” di episodi sempre più gravi, che fanno crescere la tensione internazionale fino a rendere il conflitto inevitabile.
Nel corso di questa escalation è abbastanza facile capire quali delle parti in causa siano più interessate a fermarla, e quali invece vogliano farla arrivare ad ogni costo al punto di non ritorno. Di solito questa dinamica risponde alla logica del cui prodest: chi pensa di avere più da guadagnare da un conflitto armato spinge al massimo perchè questo avvenga, mentre gli altri cercano di evitarlo finchè possono, ed entrano in guerra solo se ci vengono tirati per il collo.
Nel caso dell’Iran, viene naturale pensare che i suoi immensi giacimenti di petrolio facciano talmente gola ai paesi occidentali da voler provocare un conflitto armato pur di riuscire ad impadronirsene. Mentre ovviamente gli iraniani non hanno il minimo interesse a combattere per qualcosa che già possiedono, e pensano piuttosto al modo migliore per non perderlo.
E’ da tempo infatti che gli americani continuano ad agitare la “minaccia nucleare” come strumento per accelerare l’escalation, …
… mentre gli iraniani ripetono fino alla nausea che gli ispettori internazionali possono andare e venire a piacimento, e che finora non hanno trovato nulla che riveli un intento non pacifico nel loro programma nucleare.
Fra l’altro, è dal novembre scorso che il rapporto della commissione atomica circola liberamente, e persino i sassi sanno ormai che lì dentro non vi sia assolutamente nulla di incriminante verso l’Iran.
Ma i media occidentali fingono di non saperlo, permettendo così all’escalation di continuare.
Il problema è che l’Iran non è proprio uno staterello qualunque. Non solo dispone di alleanze importanti, ma negli ultimi anni – proprio grazie al petrolio – ha potuto acquistare armamenti di primissimo livello, che gli permetterebbero di difendersi anche da solo da un improvviso attacco militare. Non è quindi una nazione che si lasci intimidire dal primo cane che abbaia, e diventa necessario ricorrere a strumenti di ricatto più diretti e più pressanti, se si vuole farla cadere nella trappola mortale.
E’ nata così di recente una serie di sanzioni da parte dell’ONU, che vanno ad aggiungersi a quelle ormai infinite che gli Stati Uniti hanno imposto contro l’Iran negli ultimi decenni. In aggiunta, gli Stati Uniti hanno approvato una misura eccezionale che dovrebbe entrare in vigore fra sei mesi: il congelamento di tutti gli “assets” monetari internazionali della Banca Centrale iraniana. In seguito a questo annuncio, la moneta iraniana ha già perso il 10% del valore negli scambi internazionali, ma sembra che non basti ancora.
Ma ecco che un bel giorno l’Europa si sveglia e minaccia improvvisamente di rinunciare all’acquisto di tutto il petrolio che compra dall’Iran. La decisione finale verrà presa a Bruxelles il 30 gennaio, ma ormai la scelta sembra fatta. Era ormai da settimane che gli Stati Uniti premevano sull’Europa perchè annunciasse questa misura – l’unica che sia realmente in grado di mettere in ginocchio gli iraniani – ed è chiaro a questo punto che gli europei abbiano ceduto.
Questo avviene nonostante una nuova crisi petrolifera sia destinata inevitabilmente a far schizzare il prezzo del petrolio alle stelle, con conseguenze particolarmente pesanti proprio per i paesi europei, come la Grecia, che già faticano a stare a galla.
Nel frattempo l’Italia cosa fa?
Ah già, noi non possiamo fare nulla, perchè attualmente abbiamo un governo “tecnico”, che è talmente impegnato nel farci risparmiare qualche euro qui e là da non potersi minimamente occupare di quello che accade fuori dai nostri confini.
Non solo abbiamo accettato a scatola chiusa un presidente del consiglio scelto fuori dal nostro paese, ma con questo abbiamo anche rinunciato ad influire in qualunque misura su ciò che avviene là fuori.
Che decidano altri per noi, poi casomai fateci sapere.
Nel frattempo la scelta di boicottare il petrolio iraniano, non a caso caldeggiata da Sarkozy, rischia di diventare la svolta senza più ritorno nella famosa “escalation” di cui sopra.
In tutto questo, il pericolo rappresentato dal “folle” Netaniahu – che più volte ha minacciato di aggredire l’Iran senza avvisare nessuno – rischia di diventare un elemento indispensabile per scatenare un cataclisma di portata mondiale, all’interno di un progetto molto più complesso e lungimirante della “semplice” conquista dell’Iran.
Teniamo infatti presente che gli Stati Uniti non potranno mai dichiarare apertamente di voler attaccare l’Iran, per cui un “attacco senza preavviso” da parte di Israele rappresenta per loro l’unica possibilità di ”ritrovarsi” coinvolti in una guerra che non hanno mai voluto dichiarare in primo luogo. Remember Pearl Harbor?
Si chiama plausible denial, ed è ormai diventato la condizione indispensabile per mettere in piedi una qualunque operazione criminale di portata internazionale nel mondo dell’informazione onnipresente.
Quindi, provate ad immaginare se per caso nella testa malata di qualche neocons – e ce ne sono rimasti parecchi in giro – fosse maturata una balzana idea di questo tipo:
1 – Israele attacca l’Iran senza preavviso.
2 – L’Iran risponde immediatamente.
3 – Israele chiede aiuto agli Stati Uniti.
4 – Gli Stati Uniti se ne lavano le mani (“Avete agito senza consultarci. Noi non volevamo”) e salvano la faccia.
5 – Su Israele iniziano a piovere Katiusha da tutte le parti (Hezbollah e Hamas sono sempre pronti a dare una mano ai sionisti, quando serve).
6 – Le immagini strazianti dei bambini di Tel Aviv dilaniati dai Katiusha fanno il giro del mondo, e in pochi giorni la NATO (USA+Europa) è obbligata ad intervenire per “motivi umanitari”.
7 – La Cina non ci sta, capisce che stanno per fottersi l’Iran (la Cina è oggi il maggiore consumatore mondiale di petrolio iraniano), e interviene militarmente. Lo fa magari in modo limitato, per mandare un chiaro segnale agli occidentali.
8 – Nel frattempo però tutto il Medio Oriente ha preso fuoco. Diversi stati arabi attaccano Israele, che magari si lascia scappare un paio di atomiche qui e là nel tentativo di difendersi. Se poi per caso ne partisse una di troppo verso l’Iran, è chiaro che la Cina farebbe altrettanto colpendo qualche paese occidentale.
9 – A questo punto si scatenerebbe il panico dappertutto, e si arriverebbe presto ad una specie di “tregua mondiale”, invocata a gran forza dall’opinione pubblica per evitare la distruzione del pianeta. (Ma è tutto previsto, questo è solo un passaggio necessario nel piano a lungo termine).
10 – Si contano i morti, ci si leccano le ferite, e si valuta il disastro a livello globale. Specialmente grave ed inaccettabile risulta, guarda caso, proprio quello provocato dalla Cina, che ha utilizzato in modo indiscriminato le sue armi atomiche ad alto potenziale, causando danni e devastazioni ingenti, pur non essendo stata attaccata da nessuno.
11 – Quale migliore giustificazione per preparare e lanciare al più presto un attacco improvviso e devastante, a base di armi biologiche, capace di annientare in poche settimane l’intera nazione cinese, “prima che questi si riprendano e si mettano magari in testa di distruggere il mondo intero”?
Ora sì che il piano è terminato, e il vero obiettivo di questa grandiosa operazione – togliere di mezzo l’unico reale pericolo che minacci il futuro degli Stati Uniti – è stato finalmente raggiunto.
E se per caso vi sembrassero tutte fantasie “impossibili”, tenete presente che questo dipende solo dal punto di vista di chi guarda.
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Interesssante articolo, al quale aggiungerei che il vero obbiettivo non è proiprio il petrolio, ovvero è parte del bottino, ma il vero punto focale è l’immensa riserva mineraria ed energetica della Russia. L’obbligoatorietà di eliminare eventuali alleati alla Russia e in seconda battuta della Cina sono necessari al gruppo psicopatico dei neocons americani, tutti di origine ebraica e sionista, al fine di isolare e spolapre l’unica grande nazione del mondo.
L’africa è già in mano atlantica anche se la cinam spende milioni di dollari per infrastrutture, ma non ha la forza ne le entrature per scalzare gli anglosassoni (inghilterra) e gli Usa. L’unico vero obbiettivo è l’isolamento della russia, che con le sue immense distese inabitate ed “inesplorate” sono il vero tesoro ambito di quei ladri di galline che sono i vari neocons americani.
N.B.
il nuovo pupillo americano Romney (è mormone) sovvenzionato dalle più grandi associazioni usa ebraiche sioniste.
Pitocco(Quota) (Replica)
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il primo commento che mi viene in mente è che se avessi avuto 30 centimetri di uccello avrei fatto il pornodivo.
ora però mi diverto un pò a smontare l’ipotesi che, messa così, è buona per Zelig.
1 – Israele attacca l’Iran senza preavviso.
Certo. Perchè gli israeliani sono dei noti suicidi.
Attaccare l’Iran senza il beneplacido e l’appoggio militare od almeno diplomatico degli Usa è il corrispettivo israeliano dei kamikaze di Hamas. con la differenza che la cintura esplosiva la fanno indossare all’intera nazione. (ed il “muoia Sansone con tutti i Filistei” mi sembra un pò sorpassata come idea)
le reazioni sarebbero: Chiusura ad oltranza dello stretto di Hormuz con conseguente prezzo del petrolio a 200$ a barile sino a fine conflitto, condizione che metterebbe in ginocchio le economie occidentali e quindi la capacità di cooperazione nella guerra santa israeliana.
quindi in un colpo solo si alienerebbero l’opinione pubblica mondiale E la possibilità di avere aiuti militari dai propri partner
dunque già qui si ferma la catena di possibilità descritta. Ma qualora non fosse:
2 – L’Iran risponde immediatamente.
3 – Israele chiede aiuto agli Stati Uniti.
4 – Gli Stati Uniti se ne lavano le mani (“Avete agito senza consultarci. Noi non volevamo”) e salvano la faccia.
5 – Su Israele iniziano a piovere Katiusha da tutte le parti (Hezbollah e Hamas sono sempre pronti a dare una mano ai sionisti, quando serve).
6 – Le immagini strazianti dei bambini di Tel Aviv dilaniati dai Katiusha fanno il giro del mondo, e in pochi giorni la NATO (USA+Europa) è obbligata ad intervenire per “motivi umanitari”.
a questa fantastica catena di eventi mancano un paio di aspetti… il primo che nel caso in cui 1) si avveri, la Russia aprirebbe i siti di lancio degli ICBM in 30 secondi proponendo il dilemma “lasciar crepare israele o scatenare la 3° guerra mondiale subito a livello di Mutual Assured Distruction”.
Se Israele reagisce con il nucleare, sarebbe la guerra più veloce della storia. 30 minuti e di Sion si parlerebbe solo come un ricordo storico.
tuttavia il punto 3), in caso succeda l’1) è molto opinabile, perchè Israele sa benissimo che l’unico modo di spuntarla con l’Iran è usare le nucleari tattiche – quindi la primissima fase del conflitto sarebbe:
Israele attacca convenzionale, Iran reagisce con bombardamenti su Gerusalemme, si colpisce il santo sepolcro (minato preventivamente dagli Israeliani) e magari la spianata delle moschee e tutto il mondo (perchè non dimentichiamoci che gli sciiti non sono proprio maggioranza…), vaticano compreso, chiede la testa dell’Iran.
30 secondi dopo le 200 e più testate di Israele sono in viaggio per Teheran…
Dopo la cancellazione di un qualche milione di persone dalla faccia della terra, a meno di una reazione immediata della Russia (che però diverrebbe colpevole di aver attaccato un paese con cui è in pace unilateralmente e quindi passibile di ritorsione da parte di USA e Cina – non dimentichiamoci che la Cina odia la Russia almeno quanto gli Yankees), tutti a prodigarsi per la pace…
7 – La Cina non ci sta, capisce che stanno per fottersi l’Iran (la Cina è oggi il maggiore consumatore mondiale di petrolio iraniano), e interviene militarmente. Lo fa magari in modo limitato, per mandare un chiaro segnale agli occidentali.
qualora avessi avuto torto sui punti precedenti ed andasse comunque come descritto, la Cina, i cui maggiori clienti siamo noi occidentali, verrebbe tenuta buona con dei contratti “lampo” con l’arabia saudita per sopperire al mancato gettito di petrolio iraniano e minacciati, dall’altro lato, da un embargo che li riporterebbe a prima di Mao…
quindi nessuna reazione.
rimarrebbe la Russia da sola che però, nell’intervenire, sarebbe scoraggiata dai dissidi interni e da un fronte comune USA-Europa-Cina contro il quale non avrebbe speranze. e lo sanno.
8 – Nel frattempo però tutto il Medio Oriente ha preso fuoco. Diversi stati arabi attaccano Israele, che magari si lascia scappare un paio di atomiche qui e là nel tentativo di difendersi. Se poi per caso ne partisse una di troppo verso l’Iran, è chiaro che la Cina farebbe altrettanto colpendo qualche paese occidentale.
Questo è poi il punto più interessante. corretta la prima fase, anche se non il suo “verso”… perchè sospetto che in parecchi mediorientali starebbero ai vetri od addirittura appoggerebbero l’occidente.
Israele potrebbe probabilmente usare l’atomica, ma più che colpire Iran e Siria non farebbe… quindi sarebbero perdite “sacrificabili” per gli altri mediorientali.
l’ipotesi di risposta atomica della Cina, però, è veramente ilare… perchè, primo, non hanno ICBM, almeno sulla carta e comunque non oserebbero alienarsi i loro clienti occidentali (se no, ripeto, l’economia andrebbe a mignotte)
9 – A questo punto si scatenerebbe il panico dappertutto, e si arriverebbe presto ad una specie di “tregua mondiale”, invocata a gran forza dall’opinione pubblica per evitare la distruzione del pianeta. (Ma è tutto previsto, questo è solo un passaggio necessario nel piano a lungo termine).
10 – Si contano i morti, ci si leccano le ferite, e si valuta il disastro a livello globale. Specialmente grave ed inaccettabile risulta, guarda caso, proprio quello provocato dalla Cina, che ha utilizzato in modo indiscriminato le sue armi atomiche ad alto potenziale, causando danni e devastazioni ingenti, pur non essendo stata attaccata da nessuno.
ecco. appunto perchè i cinesi non sono così coglioni, non lo farebbero ma preferirebbero avere un accordo con gli USA per la spartizione del bottino… tanto a loro che gli frega?
la Russia forse potrebbe prendere nello scenario la posizione della Cina, ma con le conseguenze del punto 11 (e lo sanno) quindi manco loro entrerebbero in campo.
11 – Quale migliore giustificazione per preparare e lanciare al più presto un attacco improvviso e devastante, a base di armi biologiche, capace di annientare in poche settimane l’intera nazione cinese, “prima che questi si riprendano e si mettano magari in testa di distruggere il mondo intero”?
certo. così tutti i paesi democratici del mondo pretenderebbero l’impiccagione per le palle dei propri politici, lasciando libero spazio ai dittatori (tipo Putin) che sarebbero liberi di lanciare, a loro volta, una campagna di conquista sulla Cina da Nord, usando il loro arsenale tattico (che gli USA non riuscirebbero a fermare manco volendo per tempistiche – tranne in caso di reazione nucleare) e la Cina difficilmente potrebbe sostenere un attacco da Nord con, magari, una rivolta interna (che già è stata “testata” in un paio di città del sud est cinese) provocata ad arte.
riassumendo.
in caso di attacco unilaterale di Israele su Iran, lo scenario più probabile è l’esistenza di un patto di non intervento delle 3 superpotenze, la preparazione di una forza di interdizione multinazionale e la circoscrizione del conflitto ad Israele + Iran + pochi altri che, se alzano la voce, si trovano invasi da Russi, Americani e Cinesi in 30 secondi, in modo di poter fare col medio oriente ciò che è stato fatto nell’europa post nazista.
Qualunque paese arabo verrebbe messo in condizioni di non intervenire o di essere spazzato via da una preponderante potenza di fuoco oltre che da un deterrente non convenzionale che non è mai stato messo in campo in tutta la storia mondiale.
e se avete dei dubbi, ristudiatevi la 2° guerra mondiale e gli assetti strategici tenuti dai governi dell’epoca… quando è piovuta merda vera, Russia e USA si sono trovati alleati e si sono spartiti la torta (l’europa) poi si sono fatti 40 anni di finta guerra fredda combattuta sulla pelle dei sudamericani, degli africani e degli europei (specie dell’est) senza in realtà mai attaccarsi od arrivare vicini (tranne la farsa della Baia dei Porci e la storia dei missili a Cuba)
a NESSUNO interessa spianare il mondo creato ma a tutti interessa togliersi dalle palle l’Iran.
Seamus
Seamus(Quota) (Replica)
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“”"un “attacco senza preavviso” da parte di Israele rappresenta per loro l’unica possibilità di ”ritrovarsi” coinvolti in una guerra che non hanno mai voluto dichiarare in primo luogo. Remember Pearl Harbor?”"” Eccome!
@Pitocco: http://aangirfan.blogspot.com/2012/01/mad-mormons-work-for-mossad-and-cia.html
mcc43(Quota) (Replica)
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Seamus tu eri a cena con Blondet :-)
seriamente…
la tua analisi non farebbe una piega ma non tiene conto di chi sono i protagonisti di questo show: Stati Uniti e Israele. I secondi, popolo di fuori di testa psicopatici con manie di persecuzione e grande amore per le guerre hanno più volte minacciato di arrangiarsi da soli se non intervengono i primi a bloccare un inesistente pericolo nucleare. Mentre gli U.s.a. da anni non vedono l’ora di resettare l’Iran ( tanto da foraggiare lautamente Saddam Hussein nella guerra decennale Iraq/Iran)
iguano(Quota) (Replica)
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Caro il mio lucertolone,
so bene chi sono i protagonisti… ma non dimenticarti gli altri attori di “peso”… perchè se è vero come è vero che Russia e Cina possono essere messe nell’angolo come da analisi, è altrettanto vero che gli USA devono anche fare i conti con l’opinione pubblica mondiale (non si possono flambare milioni di persone senza avere una scusa dannatamente buona) – cosa di cui invece non si preoccupa israele, in effetti.
inoltre il deterrente nucleare in mano alla Russia (che è l’unico vero ostacolo ad una guerra con l’Iran perchè, ripeto, se la Cina si alliena i favori dell’occidente si trova senza clienti e torna nel medio evo in 10 anni) mi fa dire che difficilmente si arriverà a situazioni di guerra aperta.
più probabile trovare un accordo per la divisione dei pani e dei pesci, far cadere i barbuti guardiani della rivoluzione e magari qualche loro amico (vedi siria) – con beneplacido dell’arabia saudita, sia ben chiaro, se no dobbiamo invadere pure loro – e posizionarsi con delle truppe per il prossimo decennio.
io credo che dopo hiroshima l’atomica non sarà mai più usata… prima ci si poteva nascondere dietro al “non sapevamo bene gli effetti” – ora proprio no.
Seamus
Seamus(Quota) (Replica)
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Seamus,
Posso anche convenire con quanto dici, ma la storia insegna che la follia è così dilagante che la realtà è infinitamente peggiore di qualsiasi idea uno pensi.
Quindi che Israele o Usa pensino di utilizzare l’ultima arma (Biologica o Nucleare) non mi meraviglierebbe, tanto più che nella cultura che nel pensiero talmudico vige l’opzione del sacrificio al fine del raggiungimento dello scopo.
Pitocco(Quota) (Replica)
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Da quando in qua gli Stati Uniti si preoccupano dell’opinione pubblica mondiale?
iguano(Quota) (Replica)
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“credo che dopo hiroshima l’atomica non sarà mai più usata… prima ci si poteva nascondere dietro al “non sapevamo bene gli effetti” – ora proprio no.”
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Veramente, dopo Hiroshima l’hanno già usata: a Nagasaki, e sapendo bene quale effetto aveva. Anzi, a Nagasaki fu ancora peggiore.
Sara(Quota) (Replica)
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“non si possono flambare milioni di persone senza avere una scusa dannatamente buona”
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Infatti le scuse se le fabbricano con cura. Serbia, Iraq, Libia.. sbaglio o ogni volta c’era qualche sacrosanto motivo “umanitario”?
Di pretesti per sterminare, credo la storia sia zeppa: crociate, guerra mussulmana all’infedele, lotta contro i nobili cattivi, contro i capitalisti cattivi, contro i comunisti cattivi… non si è fatto altro che inventare scuse, credi che sarebbe un problema trovarne di buone per qualche altra bomba atomica?
Sara(Quota) (Replica)
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l’unica certezza è che una guerra sarà fatta, dove e in quale modo non lo so. basterà aspettare massimo fino al 2018 e lo sparemo.
andrea(Quota) (Replica)
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Basta leggere il delirante sito della colina Nirenstein per capire che una guerra ci sarà entro 6 mesi, altro che 6 anni :-). Ma hai scritto proprio 2018 per qualche motivo particolare ?
iguano(Quota) (Replica)
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