ago 292012
 

I recenti sviluppi in Siria hanno rivelato una serie di segni importanti che avranno ripercussioni decisive sulla guerra globale degli Stati Uniti per distruggere questo paese. A differenza delle informazioni e delle impressioni degli strateghi statunitensi e dei loro complici europei e arabi, trasmessi da centinaia di media impegnate nella battaglia, gli squadroni della morte, i mercenari e i gruppi takfiristi provenienti da tutto il mondo, hanno subito una pesante sconfitta in battaglia. Tuttavia, gli ufficiali turchi e i loro alleati del Qatar e dell’Arabia Saudita avevano promesso, come hanno già fatto l’anno scorso e durante lo stesso periodo, che il mese di Ramadan vedrà la caduta del regime che resiste in Siria. Queste illusioni sono ancora una volta crollate sul campo di battaglia, in cui le bande armate hanno subito la perdita di migliaia di morti, feriti e prigionieri.
In effetti, l’attacco globale lanciato dagli estremisti contro Damasco si è concluso, anche con il riconoscimento dei media occidentali, con perdite enormi. Di conseguenza, la forza che comprendeva mercenari locali e jihadisti di tutto il mondo, è stata completamente annientata dall’esercito siriano, che sta rastrellando i resti, alla periferia della capitale. Di conseguenza, tonnellate di armi sono state confiscate e le infrastrutture pesanti dei gruppi armati sono state smantellate e distrutte, ciò richiederà mesi per ricostruire i gruppi armati, se saranno sempre in grado di farlo.

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ago 232012
 

Quando ci va di mezzo la Russia si può sempre sapere con largo anticipo contro chi abbaieranno i botoli mediatici e i cerberi istituzionali che stanno distruggendo presente, passato e futuro di questa Europa, giardino degli Usa e selva oscura dell’ intelletto collettivo, a prescindere da dove stia realmente la ragione e la verità.

Deve essere per forza così per partito preso e per antipatia conseguente, poiché dopo la caduta della cortina di ferro e la dissoluzione dell’Unione Sovietica è stata eretta una cortina fumogena ancor più spessa per isolare uno Stato non ancora rassegnatosi a cedere la sua sovranità nazionale e la sua dignità patriottica all’egemonia, politica, culturale, militare, occidentale.
Con la vicenda delle Pussy Riot si è davvero toccato il fondo. Si sono mobilitati cantanti, politici, asmatici, enfisemici, cardiopatici, ipertiroidei, logorroici ecc. ecc. a favore del dissacrante gruppo punk di fighettine infuocate dall’odio per il Cremlino e per la Chiesa ortodossa.

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ago 182012
 

articolo di Maria Giovanna Maglie

Indignatevi, insultatemi, accusatemi delle peggiori nequizie antidemocratiche, ma non riuscirete a farmi dire che ieri a Mosca con la condanna a due anni delle ragazze di Pussy Riot si è consumata la tragedia, si è scritta l’ingiustizia, che sono state violate le libertà civili e il diritto di opinione, che Vladimir Putin, ma anche Cirillo I, si sono confermati per i due tiranni sanguinari che sono. Mi dispiace, lenzuolate di indignazione e protesta le abbiamo ascoltate in tv per l’intera giornata di ieri, assieme alle vibrate proteste degli Stati Uniti- Paese che amo ma gli ricordo sommessamente che Guantanamo è sempre aperto e che se la loro performance le fanciulle l’avessero fatta, che so, a St Patrick o in Sinagoga a New York, la polizia prima le avrebbe massacrate poi qualcuno si sarebbe occupato del Primo Emendamento –  dell’Unione Europea – istituzione che critico, ma non è questo che mi fa velo se dico alla baronessa Ashton di occuparsi di cose più serie, per esempio di due cittadini europei detenuti illegalmente in India da sei mesi per aver svolto secondo le regole europee  la protezione di una petroliera  europea dai pirati - e naturalmente tutti i professionisti dei diritti umani e del politically correct del mondo, capitanati da Amnesty International – associazione che detesto, ma anche qui a dir loro di scegliere cause più pregnanti, che so, la persecuzione dei cristiani, la condizione delle donne o degli omosessuali nel mondo islamico, i controlli di verginità, le visite anali, le lapidazioni per adulterio, non ci vuole grande fantasia.

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ago 172012
 

E’ diventato chiaro, recentemente, che il vecchio progetto occidentale per la Siria – la conversione di Aleppo nella Bengasi del paese, un punto di appoggio per una travolgente offensiva contro le forze governative – sia stato sventato in modo irreversibile. Dopo aver modificato la loro tattica, i curatori del processo, che telecomandano l’opposizione siriana da Parigi, Tel Aviv, Londra e Washington, sono passati a una combinazione di 1) pressione costante con lo scopo di spingere la Siria ulteriormente nel caos con attentati terroristici, sovversione, campagne di disinformazione e alimentando ancor più conflitti estremamente settari, 2) compiendo passi seri verso un palese intervento che verrebbe avviato dalla NATO e da un gruppo di suoi vassalli arabi.

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ago 122012
 

La copertura mediatica occidentale delle “Pussy Riot” peggio della propaganda “sovietica”.
Tony Cartalucci Land Destroyer 6 agosto 2012

Accuratamente descritte come bigotte e teppiste, i tre membri della band musicale conosciuta come “Pussy Riot” sono ora sotto processo per “atti di teppismo motivato da odio religioso”. Ciò dopo aver fatto irruzione in una chiesa a Mosca, disturbando la quiete pubblica, mentre deridevano le credenze dei presenti nel tentativo di protestare contro il presidente russo Vladimir Putin. Se degli skinhead avessero fatto qualcosa di simile in una sinagoga in occidente, sicuramente avrebbero già da tempo pagato multe salate e cominciato un lungo periodo di carcerazione per “insulti in pubblico sulla base dell’origine, appartenenza religiosa, razza o origine etnica” (e qui).
L’articolo del Guardian intitolato “Pussy Riot trial ‘worse than Soviet era’“, si svela subito una palese propaganda, descrivendo il tribunale e la bandiera russa come “squallidi” e un cane poliziotto come “in cerca di sangue.” Il giornale britannico tenta di ritrarre la Russia stessa come “fortemente divisa” tra conservatori e liberali, con questi ultimi che combattono contro lo Stato “con ogni mezzo possibile“.

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ago 062012
 

I rapporti secondo cui l’intelligence statunitense fornisce assistenza segreta alle milizie “ribelli” in Siria, segnano l’ultima fase di una crescente campagna degli Stati Uniti per una vera e propria occupazione del paese.
Ieri, mentre comparivano dei video che mostrano i “ribelli” siriani che effettuano esecuzioni di massa di soldati catturati ad Aleppo, veniva riferito che il presidente statunitense Barack Obama ha firmato un ordine, all’inizio di quest’anno, che autorizza l’intelligence degli Stati Uniti ad aiutare le forze anti-Assad. Washington sta anche aiutando a distribuire armi e denaro donati dai suoi alleati di destra del Medio Oriente, Turchia, Arabia Saudita e Qatar.
Queste potenze non stanno conducendo una lotta per la democrazia, come parte della “primavera araba”, l’ondata di insurrezioni rivoluzionarie della classe operaia che ha rovesciato i dittatori filo-USA in Tunisia e in Egitto l’anno scorso, e terrorizzato Washington e i suoi alleati in Medio Oriente. Stanno combattendo una guerra reazionaria per cacciare il presidente siriano Bashar al-Assad e installare un regime fantoccio pro-USA a Damasco.

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ago 042012
 

Hanno mostrato solo arroganza, non sincerità.” Ambasciatore cinese Li Baodong, 19 luglio 2012, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

 

 

Dopo la prima Guerra del Golfo Persico, nel 1990-1991, autorizzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con l’adozione della risoluzione 678, permettendo che “tutti i mezzi necessari” fossero utilizzati contro l’Iraq, le Nazioni Unite venivano sempre più spesso, e in senso peggiorativo, indicate come “una filiale del Pentagono degli Stati Uniti”. Dopo la serie di attacchi terroristici contro strutture delle Nazioni Unite negli anni successivi, Lakhdar Brahimi, inviato speciale delle Nazioni Unite ed ex ministro degli esteri dell’Algeria ha spiegato questa violenta ostilità contro le Nazioni Unite in una conferenza stampa, affermando che le Nazioni Unite non sono più considerate imparziali, ma sono ora percepite, in molte aree globali di conflitto, parte del conflitto.

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ago 012012
 

Una recentissima indagine commissionata da Unioncamere e Ministero del Lavoro sul terzo trimestre 2012 ci dice che nel periodo luglio-settembre i contratti a tempo indeterminato in Italia saranno solo il 19,8% su quasi 159 mila. L’Istat invece ai primi di giugno di quest’anno forniva i dati inquietanti sulla disoccupazione, che nel primo trimestre si sarebbe attestata al 10,9% con un aumento su base annua del 2,3 %, con una disoccupazione  giovanile che è oramai oltre il 35 %, mentre i posti di lavoro persi tra marzo e aprile sono ben trentotto mila.

Ebbene di fronte a dati di questo genere qualsiasi governo con un minimo di decenza si sarebbe dimesso e il Parlamento, luogo oramai deputato in Italia solo a fornire agi e privilegi a degli incompetenti nulla facenti, sarebbe sciolto da un Capo dello Stato serio e credibile.

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