set 262012
 

Che la gente comune sia talmente idiota da credere alla favola che le Pussy Riot lottino per la libertà di parola e i diritti civili ci può anche stare. La stupida propaganda mediatica dei nostri parassiti pseudogiornalisti evidentemente ha funzionato tramutando un branco di zoccole in stelle della libertà.

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giu 042012
 

Sembra incredibile, ma basta andare suquesta pagina della New York University, per avere conferma di qualcosa su cui tutti i media tacciono pur essendo di fatto una bomba: il premier italiano è membro del  Senior European Advisory Council of Moody’s. Vale a dire è tra coloro che contribuiscono a dare giudizi sulle aziende e sugli stati europei che poi l’agenzia di rating diffonde, causando a volte sfracelli. Siamo già molto oltre il conflitto di interessi, siamo al dramma e alla farsa di una democrazia.

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mag 282012
 

Quel che è certo è che da mesi la violenza più atroce e incredibile (settaria?) in Siria ha corso comune. Quel che è certo l’orrore di molti bambini e adulti trucidati, a Hula, in Siria. Un atto diabolico. Dolorosissimi i video (con ambientazioni diversificate) che mostrano quei piccoli corpi. Ma sugli autori del massacro e sulle dinamiche le versioni sono come al solito opposte. Le fonti dell’opposizione li attribuiscono all’esercito. Il regime siriano nega ogni responsabilità, annuncia un’inchiesta di tre giorni e sostiene che l’attacco armato è stato portato invece da “armati antigovernativi”.

Anche il centro di informazioni cattolico della provincia di Homs Vox Clamantis dà una versione ben diversa da quella dei media internazionali.

Per quanto non ci siano conferme del coinvolgimento dell’esercito siriano nell’attacco, i media internazionali e i leader si sono precipitati ad accusare il regime e a chiedere un intervento internazionale forte, e così la stessa opposizione siriana, con il cosiddetto Esercito libero che si ritiene ormai libero da ogni vincolo di cessate il fuoco chiesto dal piano Annan). Un’occasione davvero utile, perla Clinton come per il Qatar. Dunque il chiedersi “cui prodest” non è peregrino.

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mar 232012
 

E così – come volevasi dimostrare – l’attentatore antisemita di Francia non era altro che un semita. Anzi, di più: Mohamed Mesrah, ieri suicida, lavorava per i “barbouzes” francesi – gli agenti segreti d’Oltralpe – da anni e, in particolare, è stato tra i miliziani del “liberatore” di Libia Belhadj, il terrorista salafita agli ordini delle intelligence atlantiche di Obama, Cameron, Sarkozy ed Henry-Levy. Terminato il suo compito in Libia, era presente, nell’ottobre scorso, a Homs dove, assieme ai suoi variegati commilitoni aveva acceso la miccia del terrorismo anti-Damasco scattata con l’uccisione di innocenti civili alauiti. In modo da provocare una “rivolta” subito conclamata “popolare” benché esterna e “addestrata” da agenti turchi, sauditi, della Dsge francese e dell’MI6 britannico.

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gen 202012
 

Riporto un comunicato congiunto dei centri sociali Anomalia Studentato autogestito e del Laboratorio Vittorio Arrigoni sulla vera o presunta infiltrazione “fascista” nel Movimento dei Forconi. Grazie a Dio non sono tutti ottusi e stupidi come, ne prendo uno a caso, l’account del Popolo Viola critico e contrario alle proteste siciliane in quanto “forzanoviste”.

Dividi et Impera… e i più coglioni abboccano sempre..

questo il comunicato:

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ott 122011
 

Per capire come funzionano i raggiri mediatici delle liberaldemocrazie, c’è un sistema che funziona discretamente bene. Si ascoltino le “notizie” fornite dai loro “media” e si considerino bene il luogo e i protagonisti. Ci si renderà conto che a scatenare “severe condanne” non sono “i fatti” in sé, quanto il contesto in cui avvengono situazioni perfettamente analoghe da una parte all’altra del mondo.

Infatti la differenza, per i “media”, non la fa tanto la “notizia” (perché non esistono per Lorsignori le “questioni di principio”), quanto il condimento di valutazioni negative, giudizi spietati e aggettivi demonizzanti a seconda del contesto in cui la medesima situazione si verifica. E si faccia caso anche se chi altrove fa le pulci a tutto elevando “autorevoli condanne”, in altri specifici casi tace sommamente.

Prendiamo il caso della protesta chiamata “Occupare Wall Street”. Senza entrare nel merito di chi la guida e con quali parole d’ordine viene portata avanti, è comunque trapelato almeno sulle agenzie (poco sui tg) che i manifestanti sono stati malmenati e arrestati a decine, non solo a New York, ma anche a Chicago.

Su vari siti è possibile vedere spezzoni video che mostrano la dura repressione condotta dagli agenti di polizia contro i manifestanti, con tanto di manganelli, gas al peperoncino e reti per catture di massa. Si vedono giovani che non hanno commesso alcuna “violenza” ammanettati e trascinati sanguinanti fino ai furgoni delle forze dell’ordine.

Una prima domanda sorge spontanea: ma la repressione di chi “manifesta” non porta dritti alle risoluzioni dell’Onu e poi ai bombardamenti della Nato? Va bene, non pretendiamo pari trattamento per tutti, ma almeno due “parole di condanna” da parte dei bellimbusti dell’UE (quelli che si alzano “scandalizzati” quando Ahmadinejad parla all’Onu), quelle sì!

Ma se impediscono un “Gay pride” a Mosca o a Belgrado, le tv si compiacciono nel mostrarci le “brutali” polizie russa o serba mentre arrestano i “manifestanti”, che in tal caso vengono definiti “pacifici” e “inermi”: si è senz’altro di fronte ad una “violazione dei diritti umani”!

Se al contrario i poliziotti sono americani, i commenti negativi sono interdetti, si strozzano nella gola dei giornalisti, o magari – in virtù di quello spettacolare meccanismo che è l’autocensura – neppure sorgono nella mente di chi lavora nelle redazioni dei principali tv e giornali. In Gran Bretagna, al culmine delle insurrezioni nelle periferie, il primo ministro dichiarò d’aver preso in considerazione l’oscuramento dei “social network”, ma nessun “professionista dell’informazione” rilevò la comicità di tale affermazione, proprio mentre dalla stessa bocca – e da quella dei suoi omologhi occidentali – uscivano ‘lamentazioni funebri’ sulla “censura” dei medesimi Facebook e Twitter in Siria!

Lo stesso dicasi per gli onnipresenti “Amnesty” o “Human Rights Watch”: sempre in prima linea nel denunciare la “repressione del dissenso” negli Stati invisi all’Occidente, non fiatano quando la stessa cosa avviene in casa. Nei “Paesi canaglia” han plasmato così dei “santi profani” (i “dissidenti”), mentre in Occidente vi sono solo dei “teppisti”, dei “facinorosi” o tutt’al più delle persone indegne di figurare nel loro ‘martirologio democratico’ perché sotto la scure della Democrazia Incarnata.

fonte europeanphoenix

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set 082011
 

Leggo con irritazione che pure oggi i perdenti della società di Rifondazione Comunista e alcuni sindacalisti della Cgil hanno tentato di bloccare una manifestazione ciclistica denominata Giro della Padania, gara ufficialmente approvata dalla federazione nazionale.

Tralasciamo il fatto che come sempre questi scarti di RC sanno solo menar le mani e basta, è capibile essendo privi di cervello non potrebbero mai usare la lingua. E tralasciamo pure che questi scarti si sono permessi pure di prendere a sberle campioni quali Basso o Modolo. Se vogliamo possiamo tralasciare pure le minacce del boss Ferrero “annullino il giro o i loro problemi aumenteranno”.

Io mi domando: ma i sindacalisti della Cgil non dovrebbero pensare a cose più importanti invece di rompere i coglioni a dei corridori professionisti? Cosa cazzo centra un sindacato “dei lavoratori” ( fa sorridere lo so) con una gara agonistica ufficiale e assolutamente innocua?

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set 072011
 

Apprendo con curiosità che il canale televisivo americano Nickelodeaon produrrà un documentario rivolto ai bambini dai 6 ai 14 anni dove verrà raccontato cosa successe l’undici settembre di dieci anni fa, naturalmente in modo semplice e senza immagini violente. Per bambini insomma.

La giornalista Linda Ellerbee che cura il programma spiega: “Era ora di fare un po’ di chiarezza rispetto a tanta disinformazione. Sono convinta che per i ragazzi l’ignoranza sia sempre pericolosa e non dia mai la felicita”

Sono perfettamente daccordo

Infatti mi chiedevo se verrà loro raccontato, sempre in modo semplice ed elementare eh, cosa disse il  12 febbraio 1998 John J. Maresca, vicepresidente delle relazioni internazionali di Unocal Corporation davanti al sottocomitato del Congresso degli Stati Uniti pere l’Asia e il Pacifico: “L’unico itinerario possibile per il passaggio di petrolio e gas è attraverso l’Afghanistan ma il paese è coinvolto in aspri scontri da quasi due decenni. Fin dall’inizio abbiamo messo in chiaro che la costruzione dell’oleodotto attraverso l’Afghanistan che abbiamo proposto non potrà cominciare finché non si sarà insediato un governo riconosciuto che goda della fiducia dei governi, dei finanziatori e della nostra compagnia. Noi chiediamo all’Amministrazione e al Congresso di sostenere con forza il processo di pace in Afghanistan condotto dagli Stati Uniti”.

Poi magari potrebbe raccontare di come durante le trattative con i talebani per la costruzione di tali condotti nel luglio 2001 l’ambasciatore statunitense Thomas Simons disse: “o accettate la nostra offerta di un tappeto d’oro, o sarete sepolti da un tappeto di bombe”

A quel punto spiegate pure di come  il 10 settembre 2001 veniva consegnato sulla scrivania di Bush un piano di attacco militare preparato dalla CIA per colpire Al-Quaeda in Afghanistan con il massiccio supporto della NATO.

Naturalmente se vogliono fare un programma come si deve potrebbero pure parlare dell’istituto di ricerca Project for the New American Century ( con a capo Dick Cheney e Donald Rumsfeld, vi dicono niente?) che nel 2000 pubblica un un rapporto di 90 pagine intitolato Ricostruire le difese dell’America: strategie, forze, e risorse per un nuovo secolo dove auspica un evento catastrofico e catalizzatore come una nuova Pearl Harbour per poter metter mano al gas naturale afghano e al petrolio dell’Iraq.

Esattamente un anno dopo questo rapporto e un giorno dopo la consegna del piano militare d’invasione americana in Afghanistan, arriva l’attacco alle torri gemelle.

Poi spiegate a futuri difensori della libertà che quei due grattacieli non potevano crollare ( soprattutto in quel modo) per dei semplici incendi, e questo non lo dico io ma i maggiori esperti del settore. Che molte prove portano a una “demolizione controllata” delle torri. Che nessun pilota avrebbe mai potuto indirizzare un aereo contro quella facciata del pentagono. Che non esistono rottami di quell’aereo ne registrazioni video dell’evento nonostante il pentagono sia uno degli edifici più sicuri della Terra. Continuo?

Che dite, nel documentario per bambini “Cosa accadde? La storia dell’11 settembre” verranno raccontate queste cose?

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