set 072012
 

Moody’s ha dichiarato che è contenta del risultato ottenuto dal nuovo Governo italiano; vuol dire che la fine è vicina, che lo sporco lavoro a vantaggio delle banche è stato fatto, che l’industria è a terra e quindi cedibile a pochi soldi, che l’Italia è decotta ed è pronta per essere venduta, servita su un piatto d’argento, alle banche che Moody’s, Standard & Poors e gli altri compagni di merende rappresentano. Pardon: ad essere “privatizzata”, come ci si dice dando ad intendere che il Cittadino, il Privato, avrà la possibilità di comprare un’azienda che lo Stato non ha ben gestito per poi metterla a disposizione della Comunità con più efficienza, togliendo una perdita dal settore pubblico e scrivendo qualche cifra a nove zeri nel bilancio statale.

Scordatevelo: nessuno di noi mortali potrà mai comprare nulla: ci sono già le multinazionali e il cartello bancario pronti a mangiare: fà parte del piano di “salvataggio” Monti!

Continue reading »

{lang: 'it'}

giu 212012
 

Gli Stati Uniti sono falliti e per evitare lo sconquasso e rischi seri di guerra totale, si stanno mangiando l’Europa a suon di rating farlocchi.

obamag20.jpg

Avrete seguito il bi et ba di Obama al G20 e gli europei sdegnati. (foto:infophoto)
Ci ha spiegato come e qualmente loro hanno investito in competizione etc etc etc.
Vabbe’ famola corta: lo stato americano ha un deficit che è il 50% di quanto incassa, ovvero irrecuperabile.

E in % sul PIL siamo al 16%, mai visto prima nella storia umana di NESSUN paese: l’Argentina, la Grecia etc etc sono andati in default al raggiungimento del 10%.

Continue reading »

{lang: 'it'}

giu 042012
 

Sembra incredibile, ma basta andare suquesta pagina della New York University, per avere conferma di qualcosa su cui tutti i media tacciono pur essendo di fatto una bomba: il premier italiano è membro del  Senior European Advisory Council of Moody’s. Vale a dire è tra coloro che contribuiscono a dare giudizi sulle aziende e sugli stati europei che poi l’agenzia di rating diffonde, causando a volte sfracelli. Siamo già molto oltre il conflitto di interessi, siamo al dramma e alla farsa di una democrazia.

Continue reading »

{lang: 'it'}

giu 022012
 

Leggo con stupore che alla richiesta più che legittima del Codacons di render note le spese per la parata odierna, il quirinale ha risposto picche con una motivazione che sfiora, anzi supera, il ridicolo

“i documenti di cui viene richiesta l’ostensione dovrebbero essere esclusi perchè <inaccessibili>, per motivi attinenti alla sicurezza, alla difesa nazionale, all’esercizio della sovranità nazionale ed alla continuità e alla correttezza delle relazioni internazionali”

Continue reading »

{lang: 'it'}

gen 282012
 

Ogni qual volta una nazione europea torna alle sue origini, storia, cultura e tradizioni, si ritrova immediatamente addomesticata da forze “democratiche” esterne, che soffocano le aspirazioni nazionali nel mondo affinché la gente si conformi alle predilezioni della finanza globale. Gli eventi ungheresi d’inizio 2012 forniscono un vivido esempio di questo schema. Il paese, diventato membro delle Nazioni Unite nel 1955, del GATT (precursore dell’odierna WTO) nel 1973, del FMI e della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo nel 1982, del Consiglio d’Europa nel 1991 e della NATO nel 2004, sembra far parte della comunità delle democrazie occidentali, incentrata attorno al FMI e all’EU, sotto tutti i punti di vista; ma al momento viene trattato dall’Occidente come un bimbo cattivo. Un recente articolo del Financial Times spiega con estrema chiarezza le cause di questo scontro: il Primo Ministro ungherese offrirebbe un promemoria – qualora qualcuno su questo continente ne avesse bisogno – della linea, familiare, che dal caos economico porta all’autoritarismo politico. L’Unione Europea ha portato avanti due grandi progetti dopo la caduta del muro di Berlino: la moneta unica e l’avanzata della democrazia verso est. L’euro è ora in serio pericolo. Orban manda un messaggio forte in merito ai pericoli per la democrazia.

Continue reading »

{lang: 'it'}

gen 132012
 

Nessuno le controlla, sono una manciata a livello mondiale, ma tre fanno il bello e cattivo tempo.
Declassano intere economie e debiti di paesi sovrani.
Le agenzie di rating, sono piene di conflitti d’interessi e corresponsabili di una crisi sistemica mondiale.[1]
Nonostante le dichiarate doti chiaroveggenti, sono state “incapaci” di vedere l’avvicinarsi della crisi americana dei sub-prime nel 2007, prodotti da loro dotati di tripla A, fino al giorno del loro crollo; non sono riuscite a prevedere la crisi del debito sovrano della zona euro, come sottolinea il Fondo Monteario Internazionale, e neppure il fallimento della Lehman Brothers nel 2008.[2]
Fino all’ultimo non si accorsero di nulla, come mai? Sviste? Incapacità professionale? O strategie mirate?
Per dare una risposta, è necessario osservare chi le controlla.
Verranno analizzate in proporzione alla quota di mercato del settore rating.

Continue reading »

{lang: 'it'}

  • Twitter
  • Tumblr
  • Facebook
  • NetworkedBlogs
  • YouTube
  • Blip.fm