lug 232012
 

È necessario liberarsi da un equivoco politico divenuto ormai senso comune, e dal quale dipendono un’infinità di conseguenze: quello di considerare la formazione dell’ Unione Europea come un processo di unificazione politica di tutti i popoli europei e di creazione di una “comunità di diritto” che garantisca pace, diritti e libertà a tutti i “cittadini” dell’Unione. Al contrario, l’Europa è stata fin dall’inizio pensata e costruita come spazio egemonico franco-tedesco.  Nel 1948 Adenauer aveva dichiarato: «Il futuro di tutta l’Europa dipende da uno stabile rapporto tra la Francia e la Germania». L’anno successivo replicava De Gaulle: «Io dico che occorre istituire l’Europa sulla base di un accordo tra francesi e tedeschi». Il trattato dell’Eliseo, firmato il 22 gennaio 1963 tra il Generale e Adenauer, segna la definitiva “riconciliazione” franco-tedesca.

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dic 072011
 

Alcuni giorni fa, Michael Hoffman scriveva, sul suo blog, della “mentalità talmudica incentrata sull’eccezionalismo della vittima giudaica”[1].

Questa mentalità, posta a fondamento[2] della nazione-guida del cosiddetto “Occidente”, è stata interiorizzata da tutti i capi di Stato dell’Occidente medesimo, a cominciare dai governanti tedeschi.
A chi avesse ancora dei dubbi, suggerirei di confrontare la disparità di trattamento riservata dai detti governanti, da un lato, alle richieste di risarcimenti – per le vicende della seconda guerra mondiale – provenienti dalle organizzazioni giudaiche e dallo Stato d’Israele e, dall’altro, alle analoghe richieste provenienti dallo Stato italiano.
Prima però ricordiamo, per sommi capi, di cosa stiamo parlando.
Su cosa si fonda la dottrina del predetto eccezionalismo? Sulla (presunta) differenza tra l’”anima israeliana” e l’”anima di tutte le altre nazioni”. In cosa consiste tale differenza? Lo enuncia il rabbino Avraham Kook, citato tempo fa da Salman Masalha:
“La differenza tra l’anima israeliana, la sua indipendenza, il suo intimo desiderio, la sua aspirazione, le sue caratteristiche e il suo temperamento, e l’anima di tutte le altre nazioni, è più grande e profonda della differenza tra l’anima di un essere umano e l’anima di una bestia[3][4].
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giu 172011
 

Il “NO” al NUCLEARE comporterà necessariamente maggiore utilizzo di “gas” e CARBONE.
Le centrali a carbone sono RADIOLOGICAMENTE, ben più impattanti  del nucleare.

Le rinnovabili (sole e vento) toglietevele dalla testa, insignificanti come energia erogata, a fronte di costi economici sociali e ambientali folli.

Attualmente soltanto il 13% circa dell’energia mondiale prodotta (fonti IPCC) proviene da fonti rinnovabili. Andando a scomporre questo 13% si scopre che ben il 10% proviene dalla combustione del legno e di altre biomasse. Abbiamo poi un 2,3% da imputare all’energia idroelettrica. Le briciole se le dividono solare termico e fotovoltaico, energia eolica, energia delle maree.

Il fotovoltaico?
Rappresenta lo o,54% nel 2010 dell’energia erogata, devastante come vedrete, per costi economici, sociali e ambientali.

Cosa accade intorno a noi.

Sull’onda del “VERDE” delirio mediatico di Fukushima in Germania, si parla di spegnere i reattori, anche a costo di pagare di più.
Un ESEMPIO di come anche un paese che ricava attualmente un quarto della sua energia dal nucleare, possa farne a meno, spostandosi su altre risorse..

Bene.
L’ESEMPIO è chiarissimo e queste le conseguenze.
La Germania è costretta ad importare energia (nucleare) dalla Francia limitando le esportazioni
Le dure reazioni della Francia sono condivisibili, peraltro come vedremo le motivazioni chiare.
.. Il ministro dell’Industria francese Eric Besson critica la nuova politica della Merkel: “Quali saranno le conseguenze della sua decisione? – dice – Ci sarà un aumento nel ricorso al carbone e al gas.

INFATTI ’”ESEMPIO” eco-virtuoso è confermato :
Per questi 3 mesi la Germania IMPORTERA’ energia dalla Francia ma finiranno anche le esportazioni:
Dopo lo stop all’atomo la Germania raddoppia l’import di energia dalla Francia
“Il flusso di energia da Francia e Repubblica Ceca è raddoppiato, le esportazioni di corrente in Olanda e Svizzera sono dimezzate”.
La Mueller ha anche sottolineato che dall’inizio della moratoria i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica sono aumentati in Germania del 10%.

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