ott 042012
 

Dopo aver ospitato terroristi stranieri e sostenuto le loro operazioni lungo tutto il confine siriano-turco per oltre un anno, la Turchia, membro della NATO, ha sostenuto di aver risposto militarmente contro “obiettivi” in Siria, per un presunto attacco al territorio turco che essa attribuisce al governo siriano. Nonostante le organizzazioni terroristiche pesantemente armate che operano in gran numero su entrambi i lati del confine turco, con l’esplicita approvazione e il supporto logistico della Turchia, il governo di Ankara sembra aver escluso la possibilità che queste forze terroristiche, non l’esercito siriano, siano responsabili dell’attacco con dei colpi di mortaio, che i militanti armati sono noti usare ampiamente.

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apr 262012
 

Un amico libico mi ha telefonato su skype. L’avevo incontrato a Tripoli durante i bombardamenti Nato/Qatar, in agosto. Diceva: “Ho molte critiche da fare a questo governo, ma le bombe della Nato e il fatto che i cosiddetti ‘ribelli le abbiano tanto chieste, bombe sulla testa di loro concittadini, mi ha tolto ogni dubbio. In questo momento Gheddafi èla Libia e i nemici sono altri”. Walid, ingegnere esperto di rinnovabili (“ma adesso è tutto fermo, non si sa dove vanno a finire i soldi della vendita del petrolio…”) è ancora a Tripoli, ma è così disgustato che spera di andar via presto con i bambini e la moglie; dove non lo sa. Intanto vorrebbe aiutare diversi libici ormai perseguitati. Non ho potuto che metterlo in contatto con un Comitato internazionale di giuristi  che appunto cerca di difendere alcuni diritti di base nella “nuova Libia”.

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apr 242012
 

Questo articolo è stato scritto nel gennaio 2012 da Toni Solo, editore del sito web Nicaraguano Tortilla con Sal, e rappresenta forse una delle analisi più complete in lingua inglese che riguarda il contesto storico dell’attuale aggressione imperialista contro la Siria e l’Iran, i passaggi (inclusa la fabbricazione del consenso pubblico) che portano alle guerre dell’Occidente, gli insegnamenti da trarre dalla guerra alla Libia, il fallimento della Sinistra internazionale nel mobilitare la solidarietà per le vittime di queste guerre e le implicazioni dei recenti avvenimenti per il mondo “in via di sviluppo”, con particolare attenzione alla progressiva America Latina.– Lizzie Phelan

Dopo la Libia, le ricche oligarchie Europee e Nord Americane continuano le lore secolari guerre contro l’umanità, attaccando adesso Siria e Iran. Esse e i loro alleati non concederanno mai una giusta parte di risorse economiche mondiali alla maggioranza impoverita del globo.

L’inevitabile conseguenza di questa strategia mondiale è un’aggressione interminabile da parte delle nazioni appartenenti alla NATO e dei loro alleati contro qualsiasi governo o movimento politico straniero che si oppone alla loro volontà.

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apr 042012
 

Le guerre umanitarie sono una moderna forma di imperialismo. Il modello standard che gli Stati Uniti e i loro alleati utilizzano per attuarle è quello in cui si presume il genocidio e la pulizia etnica da parte di una coalizione di governi, organizzazioni dei media e organizzazioni non governative di facciata, preceduti da sanzioni, isolamento e intervento militare. Questo è il modus operandi post-Guerra Fredda degli Stati Uniti e della NATO.
Nella sua esecuzione, le Nazioni Unite vi hanno preso parte a causa del sequestro dei suoi incarichi e uffici da parte di Washington. Ora Kofi Annan è stato nominato al ruolo di mediazione in Siria, ma la sua posizione sul R2P non deve essere trascurata. Né deve esserlo neanche il fatto che gli Stati Uniti e i loro alleati non sono interessati a una pace mediata.

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mar 292012
 

1. E’ il titolo di un film di Bergman, la cui trama per nulla assomiglia a quanto sta accadendo oggi in questo povero paese. Tuttavia, questo è il più gentile nome con cui appellare i finti tecnici che stanno ai vertici del nostro Stato, assieme a coloro che si credono classe dirigente (industrial-finanziaria) e ai giornalisti loro servi, salvo alcuni encomiabili casi rari quanto le mosche bianche. Degli intellettuali preferisco non parlare; avverto solo che non consento a nessuno di considerarmi appartenente ad un simile verminaio.

Dopo vent’anni di totale assenza della politica – in cui si è inventata la storiella del passaggio alla “seconda Repubblica” mentre si è solo entrati a tempo pieno in una palude maleodorante – i dementi del “popolo di sinistra” (il “ceto medio semicolto”, di cui gli insegnanti e dati settori di impiegati pubblici sono lo “zoccolo duro”) sono tutti felici perché si sono liberati di Berlusconi. Questo è ciò che raccontano loro personaggi innominabili che passano per abili dirigenti del Pd, del Sel, dell’Idv e altra genia varia. Non sono riusciti a servire adeguatamente i loro padroni d’oltreatlantico (malgrado le arie che si davano all’epoca in cui sbavavano dietro a Clinton durante l’aggressione alla Jugoslavia), hanno anzi fallito su tutta la linea, riuscendo solo a sussurrare “bye bye Condy” come (si dice) fece uno scioccone pieno di svenevolezze con la Rice.

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mar 272012
 

Réseau Voltaire (articolo originale) riproduce l’articolo che il candidato Putin ha dedicato alla sua futura politica estera, sul quotidiano Moskovskie Novosti. In questa prima parte, ha osservato l’erosione del diritto internazionale derivante dall’ingerenza politica dell’Occidente, e consegna l’interpretazione russa della “primavera araba” come una rivoluzione colorata. Torna sulla catastrofe morale e umanitario risultante dalla attacco alla Libia ed esamina le origini della bellicosità occidentale in Siria. Infine parla delle sfide per la Russia in Afghanistan e Corea del Nord. Cinque anni dopo il suo discorso alla conferenza di Monaco, rimane fedele agli stessi principi. La Federazione Russa si pone come garante della stabilità globale e del dialogo tra le civiltà, basandosi sul rispetto del diritto internazionale.

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gen 062012
 

In un colloquio telefonico di giovedì scorso i presidenti Ahmadinejad e Medvedev hanno parlato dell’abolizione del dollaro nelle transazioni bilaterali, sappiamo però che chi in passato ha tentato di fanculizzare il dollaro è sempre finito male.

Saddam Hussein propose all’Opec di abbandonare l’utilizzo del dollaro per la compravendita del petrolio. Non solo, osò pure trasferire in euro tutte le sue riserve.

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nov 142011
 

Abayomi Azikiwe redattore di Pan-African News Wire
Abayomi Azikiwe, direttore di Pan-African News Wire, è stato intervistato in numerose occasioni da PressTV. Azikiwe ha discusso della politica estera statunitense verso la Libia e il continente africano.

 

Mentre la guerra degli Stati Uniti e della NATO contro la Libia entra in un’altra fase, il disegno neo-coloniale sul più grande stato produttore di petrolio dell’Africa diventa sempre più evidente ogni settimana. I decreti attuativi emanati dal Consiglio nazionale di transizione imperialista, stanno tentando di invertire le acquisizioni avute dall’inizio della Rivoluzione Al-Fatah del 1 settembre 1969.
Gli annunci che il paese sarà governato dalla legge islamica, devono essere esaminato in relazione alle politiche attuali del regime del CNT, che ha preso di mira l’eliminazione delle conquiste  sociali dei lavoratori, delle donne e degli africani del paese. Oggettivamente, lo status delle donne è minacciato con l’abrogazione dell’atto coniugale della Jamahiriya, che aveva fornito i diritti di eredità e di proprietà nel divorzio, che sarà con ogni probabilità radicalmente modificato dai nuovi governanti.
Tuttavia, questi cambiamenti imposti al popolo libico, sono accolti con obiezioni e ferma resistenza. I segni di questa sfida sono stati rivelati dai graffiti dipinti sui muri, che criticano fortemente e condannano il governo fantoccio e ne chiedono la rimozione.
Uno sforzo è in corso, per organizzare formalmente l’opposizione ai piani neo-coloniali per la Libia, basata soprattutto nel sud-ovest del paese. Nella regione conosciuta come Sahel, ex funzionari, operatori e sostenitori del governo di Gheddafi, si incontrano  giornalmente per tracciare la prossima fase della lotta per reclamare la loro nazione.
Nominandosi Fronte di liberazione libico (LLF), l’organizzazione è decisa ad attivare gli esistenti comitati popolari, stabilito durante il governo di Gheddafi, per avviare una campagna per rendere il regime del CNT ingovernabile. Il paese è pieno di sofisticate armi leggere, mortai e missili a corto raggio, in conseguenza della distribuzione di tali armi da parte della Jamahiriya, a seguito dell’assalto USA-NATO a questo stato del Nord Africa.
Anche il LLF sta esaminando le modalità per intervenire nelle supposte elezioni nazionali, che il CNT ha annunciato recentemente a Tripoli. Queste elezioni dovrebbero tenersi entro la metà del 2012, e le forze LLF hanno in programma di presentare candidati, se non sono vietati dal regime filo-occidentale.

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