La notizia non può mettere che di buon umore. La NATO e quindi gli USA sono nella cacca sino al collo. Ce lo racconta il segretario statunitense alla Difesa Robert M. Gates. Sul N Y Times il politico americano parlando di Afganistan e principalmente della campagna di Libia ha dipinto un futuro fosco per l’alleanza. Soldi non ce ne sono, alleati che si impegnano a svolgere il compito che il padrone d’oltreoceano comanda sono pochini, gli arsenali stanno esaurendosi ( per la gioia dell’industria americana) ed i piloti cominciano ad essere stressati. Quella che doveva essere una azione di killeraggio mirata, a tre mesi dal suo inizio e dopo oltre 10.000 incursioni aeree sta rivelandosi un flop clamoroso. In tutta la vicenda l’assurdo è il ruolo di legittimità che si vuol riconoscere ad istituzioni internazionali il cui unico fine è quello di dare una giustificazione alla volontà omicida di chi continua a pensare di voler esportare la sua visione di democrazia cospargendo il mondo di cadaveri. Come giustamente scrive Massimo Fini “ degli afgani , e in generale dei cosiddetti “popoli tradizionali” , io apprezzo alcuni valori prepolitici che sono venuti completamente meno in Occidente: coraggio, fisico e morale, dignità, lealtà, rispetto della parola data…” E contro questi popoli, dall’alto della sua supponenza, l’Occidente riversa quintali di bombe e missili “intelligenti” non disdegnando l’utilizzo dei robot.
