apr 102012
 

È prassi pressoché consolidata che ad ogni commemorazione genocida gli impiegati della memoria sfornino, affondando le proprie radici, solo ed esclusivamente nelle memorie olocaustiche e non, invece, come la storia pretenderebbe che fosse in altri accadimenti storici. Per diventare quindi membro dell’esclusivo club della società aperta, si deve semplicemente sostenere le guerre giuste. Da cappuccetto rosso ad Auschwitz, prosegue la lacrimevole sfilata di rabbino-dipendenti per rendere al meglio il servigio. All’appello mancava solo lui:Mario Monti. Al pari del giudeo Fini, e di tutti gli altri italici camerieri, servilmente genuflessi alla potente lobby ebraica, anche l’indegno Monti, ha pensato bene di andare in pellegrinaggio in Israele e accreditarsi presso i boia sionisti.

Continue reading »

{lang: 'it'}

gen 312012
 

L’encomiabile opera di Yakov M. Rabkin, professore di storia ebraica all’Università di Montreal, A Threat from WithinAHistory of Jewish Opposition to Zionism, che ho in edizione francese (Au nom de la TorahUne histoire de l’oppositionjuive au sionisme. Éditions Tarik, Casablanca, 2004), ma di cui è disponibile anche una traduzione italiana (Una minaccia internaStoria dell’opposizione ebraica al sionismo. Ombre Corte, 2005), espone nel sesto capitolo le posizioni del giudaismo ortodosso e del sionismo sulla Shoah. Si tratta di interpretazioni di un evento – la persecuzione nazista degli Ebrei – cui, in senso lato, ossia prescindendo dalle sue modalità e dalla sua entità, non c’è nulla da eccepire, e che valgono a maggior ragione per tutti coloro per i quali esso si configura come Shoah.

Continue reading »

{lang: 'it'}

gen 292012
 

C’è vita dopo Auschwitz. Nel 1945-46 i giudici di Norimberga non disponevano di statistiche serie sul numero degli ebrei sopravvissuti, e neanche avevano potuto consultare le tonnellate di carte d’archivio cadute nelle mani degli anglo-americani. Al processo si lanciò la cifra di 10 milioni, poi di 6 milioni, e su quest’ultima si basarono infine l’accusa e la sentenza. Poi, per legittimare scintificamente Norimberga, gli “esperti della memoria” si sono sempre accordati su 6 milioni come “media aritmetica” fra le loro diverse stime, senza necessariamente che fra loro vi sia stato accordo sui rispettivi effettivi di ciascun campo e sul numero di ebrei in ciascun paese prima e dopo la guerra. Bisogna trovare 6 milioni. E quando gli storici sono condotti dalle loro ricerche adubitare della versione generalmente ammessa preferiscono, per simpatia verso i deportati o per paura delle reazioni, non pubblicare il risultato delle loro ricerche.

Continue reading »

{lang: 'it'}

  • Twitter
  • Tumblr
  • Facebook
  • NetworkedBlogs
  • YouTube
  • Blip.fm