set 202011
 

La prima volta che mi imbattei nella storia del panfilo reale inglese “Britannia”, molti anni fa, era su qualche sito di quelli parecchio deragliati. Si raccontava la vicenda di un misterioso e segretissimoincontro al vertice nel 1993, sul panfilo Britannia appunto, che ancorato al largo del porto di Civitavecchia aveva ospitato Mario Draghi, Azeglio Ciampi e qualche decina di affaristi italiani ed inglesi con lo scopo di spartirsi la torta delle nostre imminenti privatizzazioni e fare bieco commercio delle aziende pubbliche con lo straniero.

Tale incredibile storia, affiancata da articoli sui rettiliani e gli Illuminati, suonava ancora più assurda e quindi la riposi nel dimenticatoio.

Col tempo questa vicenda veniva raccontata sempre più spesso, come accade col passare degli anni a certi intrecci davvero scandalosi. Cominciai a sentire odore di una qualche plausibilità, mentre da più parti si bollava di complottista chi vi prestava credito.

A mò di esempio, vi invito a leggere l’articolo pubblicato un paio di anni fa da Giornalettismo. Titola appunto “Il complotto del Britannia”, e non pago di deridere i creduloni arriva ad accomunarli addirittura ai nazisti. Era proprio un peccato mortale, divulgare la storia del Britannia.

Ebbene, reggetevi forte: ecco invece l’articolo uscito ieri sul Sole24Ore. Titolo, “Tremonti vara il piano Britannia 2″. Si racconta nero su bianco tutta la storia del Britannia, di come Mario Draghi al largo di Civitavecchia

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ago 152011
 

Il programma di risanamento è una dichiarazione di guerra nei confronti dei popoli europei. Vogliono farci pagare il disastro creato dalla finanza mondiale, ma non ce la faranno. La gente si ribellerà e si andrà a degli scontri sociali di grandi proporzioni

 

Veti contrapposti sulla definizione del pacchetto di misure anticrisi che il Ministro Tremonti sta presentando in Parlamento. Anche in una situazione d’emergenza come quella che stiamo vivendo la politica non riesce a fare fronte comune e si dimostra inadeguata?

“Totalmente inadeguata. Sostanzialmente i partiti politici italiani sono come i polli di Renzo nel Romanzo “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni che si beccano l’uno con l’altro senza capire che stanno finendo entrambi in padella.
Questo progetto di risanamento è una dichiarazione di guerra dei governi e del Governo europeo nei confronti dei popoli europei, questa è l’unica definizione possibile. Stanno pensando e progettando di far pagare alla gente europea, a tutti i popoli europei, in primo luogo ai greci, a noi, agli spagnoli, ai portoghesi, il disastro che la finanza mondiale ha compiuto. Non ci sono più dubbi in merito. La finanza mondiale ha letteralmente spolpato la ricchezza del pianeta a cominciare da quella americana, seguita naturalmente e fedelmente dalle posizioni assunte dalla Banca centrale europea, la quale ha, insieme alla Federal Reserve americana, praticamente salvato tutte le banche che erano andate in fallimento nel 2007/2008, indebitando tutti gli stati oltre ogni limite. Quindi, sostanzialmente noi stiamo pagando il disastro creato da Wall Street e dalle banche di investimento mondiali, tra cui molte banche europee e adesso pretenderebbero di imporci un programma di risanamento che significa letteralmente “spolpare” i redditi e il welfare state, o quello che ne resta, delle popolazioni europee: questa è la vera spiegazione e non ci dovrebbero essere discussioni in merito. In realtà, i partiti e i governi che hanno autorizzato questo disastro, sono tutti corresponsabili: questo non è un programma di risanamento, questa è la guerra dei finanzieri, della finanza, contro le popolazioni, si chiama così, questa è una dichiarazione di guerra della finanza europea e internazionale contro le popolazioni.
La mia proposta è molto semplice, non accettare questo ricatto, perché chi deve pagare sono i responsabili. Ci hanno detto e ci hanno ripetuto fino alla nausea che il mercato ha delle leggi, se queste leggi valgono, loro devono pagare perché avendo fatto male i banchieri ed essendo andati in fallimento, devono rispondere, non siamo noi che dobbiamo rispondere, prima di tutto perché non siamo noi cittadini che abbiamo preso queste scelte perché non sapevamo nulla di quello che stavano facendo, prima questione fondamentale. In secondo luogo, poiché nessuno era informato di ciò che è accaduto, loro hanno potuto fare quello che volevano, e adesso non possono chiedere a noi di pagare. Aggiungo questo piccolo dettaglio, noi siamo stati tutti educati negli ultimi 30 anni a consumare e a dilapidare tutte le risorse perché ci hanno detto che bisognava consumare e indebitarsi, adesso ci accusano di esserci indebitati e di avere consumato? Ma se ogni giorno da ogni televisione ci viene ripetuto che dobbiamo continuare a oltranza a consumare, come possono chiedere a noi di essere responsabili del fatto che milioni di persone hanno consumato? Io sto parlando dell’Europa ma l’America è 10 volte peggio da questo punto di vista, l’America è costretta di fatto a essere ormai in bancarotta, perché? Ma perché hanno consumato molto di più di quello che potevano consumare, è molto semplice, quindi tutta questa è una grande commedia, è una grande commedia che viene recitata in parte da veri e propri farabutti che sono i grandi detentori della finanza mondiale, veri e propri criminali, lo dico senza mezzo termine a cominciare da Alan Greenspan, che dopo avere trascinato il mondo intero nel disastro ha detto in un’intervista al New York Times circa un anno fa: “Scusatemi mi sono sbagliato”. Se si è sbagliato una volta bisognerebbe dirgli di non parlare più per favore, questa gente dovrebbe andare tutta in galera direttamente.
Peraltro, i governi hanno consentito alle banche di emettere denaro più di quello che ne avevano, le banche non hanno nessun obbligo di mantenere delle riserve adeguate, prestano soldi che non hanno e su questi soldi che non hanno, chiedono l’interesse e in questo modo le banche hanno moltiplicato e ingigantito, parlo delle grandi banche naturalmente, la massa monetaria, interamente falsa. Noi stiamo vivendo la crisi che loro hanno creato letteralmente minuto per minuto negli ultimi 10 anni, quindi la gente deve essere capace di rispondere e di reagire organizzandosi, rifiutando di pagare e quindi anche ricorrendo a tutte le forme di difesa della propria esistenza e del proprio territorio, come stanno facendo per esempio quelli che si difendono contro l’alta velocità in Val di Susa, faccio questo esempio specifico che è esattamente la stessa cosa, è proprio questo che bisogna fare, bisogna dirgli: voi siete una manica di irresponsabili, noi non accettiamo le vostre decisioni e difendiamo la nostra vita e il nostro territorio, il nostro cervello, le nostre vite, i nostri corpi, la nostra salute, l’educazione dei nostri figli, i nostri ospedali, le nostre città. Noi questo dobbiamo dire, tutti insieme, e questa è una proposta politica.

Anche in Italia, come a Londra, c’è il rischio di uno scontro sociale?

Io sono certo che questo scontro sociale sta per esplodere perché fino adesso noi non abbiamo ancora visto niente. Ho letto un editoriale di un certo Sensini, un economista, il quale addirittura dice: “Beh, bisogna abolire le pensioni di anzianità“. Questa gente ci sta dichiarando guerra sul serio, stanno dichiarando che devono togliere le pensioni di anzianità a milioni di persone, il che vuol dire che praticamente un terzo della popolazione verrà gettata sul lastrico, se arrivano a fare queste proposte, vuol dire che sono convinti di potercela fare, bisogna spiegargli che non ce la faranno.
Io ritengo che quello che è successo e sta succedendo in Grecia è soltanto l’inizio, quando la gente a milioni verrà posta di fronte a condizioni insostenibili, si ribellerà, è evidente che si ribellerà, in che forma avverrà non lo so, a Londra sta avvenendo nella forma di una jacquerie assolutamente senza obiettivo, perché sfortunatamente non ci sono forze politicamente capaci di guidare questo movimento, dal momento che tutte le forze politiche sinistra, destra e centro sono tutte implicate in questa operazione. Quindi, siccome non ci sono forze politiche che guidano in modo responsabile un movimento di protesta, sfortunatamente questa protesta sarà violenta. Io non propongo di fare proteste violente, ma temo fortemente che quando queste misure verranno messe in atto, ci saranno risposte violente perché la gente non essendo organizzata e diretta, reagirà in modo immediato e spontaneo e quindi si andrà a degli scontri sociali di grandi proporzioni. La politica della Bce e dei governi centrali che sostengono quella linea sta incendiando l’Europa, le conseguenze sono interamente nelle loro mani e la loro responsabilità è in questo senso assoluta.”

Le soluzioni proposte da alcuni esponenti dell’opposizione, come le elezioni anticipate o un governo di responsabilità nazionale, sono strade valide e percorribili? 

“Questa intanto non è un’opposizione, perché non fa opposizione a niente. In sostanza cosa dice? Dice che, se dovessero sostituire l’attuale governo, faranno esattamente le cose che gli sono state imposte dall’Unione Europea e da Francia e Germania, questo è quello che dicono. Quindi se va al governo un’altra coalizione, farà esattamente le stesse cose che ha fatto questa, probabilmente le farà addirittura con maggiore spregiudicatezza, fidandosi del fatto che potranno dire di avere “il consenso” popolare, quindi non ho nessuna fiducia nell’opposizione e nelle loro proposte.
Naturalmente non ho neanche nessuna fiducia nei confronti di questo governo, la mia proposta è: via tutti questi cialtroni dalla direzione politica del Paese: ci vuole un gruppo di saggi al quale venga affidato il compito di gestire il rapporto con la popolazione italiana, di gestire il patto sociale che si regge sulla Costituzione, rifiutando innanzitutto le modifiche costituzionali che ci vengono imposte da questa Europa che è l’Europa dei banchieri. La soluzione politica in questo contesto, con queste forze non c’è, quindi bisogna trovare un’altra coalizione, un’altra forza politica che sia espressione della volontà popolare. E non mi si venga a dire che l’opposizione che dovesse andare al governo al posto di Berlusconi rappresenta questa forza popolare, perché non la rappresenta.”

intervista a Giulietto Chiesa fonte cadoinpiedi

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lug 162011
 

di Ida Magli
italianiliberi.it

Il sabato 9 luglio 2011 è una data che gli Italiani non debbono dimenticare. E’ il giorno, infatti, in cui il Ministro Tremonti, senza dare nessuna giustificazione del fatto che non paga l’affitto della casa dove abita, ha risposto ai giornalisti che gli domandavano se avesse intenzione di dimettersi, con una frase lapidaria: “Non mi dimetto perché sono io che garantisco l’Italia davanti all’Europa: se cado io, cade l’Italia e se cade l’Italia cade l’euro. E’ una catena.” In nessun periodo della storia d’Occidente un uomo politico, quale che fosse la sua importanza, ha mai potuto fare una simile affermazione. Né un conquistatore come Napoleone, né uno Zar come Pietro il Grande né un Re come Luigi XIV, né un Imperatore come Filippo di Spagna, perché essi rappresentavano l’immagine politica, non la dimensione concreta degli Stati, la forza dei popoli che vi vivono.

Quelle di Tremonti, invece, per quanto terribili, non sono parole vane. La situazione è proprio quella che lui ha riassunto nell’affermazione: se cado io cade l’Italia e cade l’euro. In altri termini, l’Europa va in rovina perché il potere è nelle mani di una decina di banchieri, e sono essi a quantificarne la forza, giocandola in Borsa. Giocatori che soltanto la penna di Dostojewski sarebbe in grado di descrivere, questi banchieri hanno messo sul tavolo da gioco le Nazioni e non si alzeranno fino a quando non le avranno giocate tutte, essendo loro ad avere in mano il banco.

Il dramma, dunque, è tutto qui. Firmando il trattato di Maastricht i politici hanno trasferito il proprio potere nelle mani dei banchieri. Oggi debbono riprenderselo, non possono fare altro che riprenderselo. Il che significa avere il coraggio di creare, senza indugio e senza discussioni, una nuova banca nazionale e stampare in proprio la moneta necessaria al bilancio dello Stato. I titoli dello Stato li compreranno esclusivamente i suoi cittadini (come avviene in Cina, in Russia e ovunque ci siano governi degni di questo nome) e non saranno collocati nella borsa mondiale alla mercé di chiunque voglia impadronirsene. Sono già pronti molti studi e molti progetti, elaborati da economisti italiani e stranieri di grande competenza, per la rinascita della moneta nazionale, e sono anche molti i politici, presenti in diversi Partiti, dal Pdl alla Lega, a Io amo l’Italia all’Italia dei Valori (con un’interpellanza parlamentare dell’on. Di Pietro sulla questione della sovranità monetaria) che sarebbero favorevoli a questa decisione e aspettano soltanto che qualcuno prenda la parola per primo. Si tratta di una decisione che comporterà moltissimi sacrifici, ma alla quale non c’è scelta perché uno Stato che intraprende la strada dei prestiti a interesse con la Banca centrale europea, non sarà mai in grado di restituirli e alla fine crollerà. Abbiamo la Grecia sotto gli occhi: dopo un orribile tira e molla, indegno di un qualsiasi concetto di civiltà, per concederle dei prestiti ad altissimo interesse, oggi la Bce dichiara che il fallimento della Grecia è inevitabile. Non è forse stato imposto pochi giorni fa all’Italia, di cui a sua volta si dice che stia per fallire, di contribuire per il 17% al totale dei miliardi prestati alla Grecia? Debitori sull’orlo della rovina costretti a prestare denaro a chi sta per fallire? C’è in Italia qualche politico che abbia conservato il minimo di buon senso necessario per rendersi conto della “follia” (se è follia e non rapina preordinata) di simili comportamenti?

E’ indispensabile abbandonare ladri e folli al loro destino. Nessuno si illuda che esistano alternative alla decisione di produrre in proprio la moneta. Il meccanismo che sta portando alla rovina gli Stati europei non è dovuto a un qualche imprevedibile incidente ma è intrinseco alla creazione dell’euro, cosa che è stata detta e ripetuta innumerevoli volte da economisti e monetaristi di ogni tendenza politica. Non può sussistere una moneta che non fa capo a uno Stato e che non risponde alle necessità di questo Stato, in quanto la moneta di per sé è stata inventata proprio per essere uno “strumento” e non un “fine”. In Europa, invece, gli Stati sono stati costretti a mettersi al servizio dell’euro, piegandosi a poco a poco a costruire un mercato adatto all’euro, limitando le possibilità di scambio delle merci, coltivando carote su misura, uccidendo mucche, distruggendo arance… Per gli storici di domani l’Europa dell’Unione costituirà l’esempio più evidente di una società che delira. Siamo però ancora in tempo a cercare di non morirne. 

Ida Magli
Fonte: www.italianiliberi.it

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